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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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LETTERA

legalizzare l’accennato mio biglietto , e spedirvelo. O sia1’ originale che v’ ha mandato, o soltanto la copia accom-pagnata dagli attestati di quei due sconosciuti , certo è ,signor Generale , che voi, sì, voi avete cogli occhi propriosservate le date di quel biglietto e di quel passaporto, lequali vittoriosamente smentiscono l’impostura da voi divul-gata sulla persona di Benedetto Moli che tanto mal cono-scete. Sono però in debito di farverlo conoscere io, epretendo che mi stiate a sentire.

Benedetto Mori adunque esercitava e tuttavia esercita,per grazia non vostra, ma del Signore, due nobilissime pro-fessioni: una d’incisore, e l’altra, eh’ è la sua favorita, d’archi-tetto; ed io vel do per tanto valente in quest’ ultima, chemoltissimi gli sono inferiori e pochissimi lo pareggiano. Unuomo celebre nelle Belle Arti (sedotto dal pubblico voto,io do questo nome al cavalier Giovanbatlista mio padre :se voi ricusate d’accordarglielo, non importa ) che ne co-nobbe presto l’ingegno, lo tenne impiegato nei disegni cnelle incisioni per lo spazio di dodici anni. Mio padre, che,con vostra pace, vedea assai dentro il cuor degli uomini,e che sempre 1’ aveva conosciuto onesto e fedele, morendo,me lo raccomandò ; nè un padre che muore e che dal regnodellabugia passa a quello della verità, raccomanda certamenteun assassino ad un figlio. Sono ben lontano dal pretendereche riceviate per autenticala testimonianza che potrei darvidell’integro suo carattere nel lungo tempo che m’ha servito;ma spero che accetterete per buona quella dell’ottimo ecelebrato signor cavaliere d’Agincourt , che più volte si èprevalso dell’esperta di lui mano nelle incisioni d’archilei-tura appartenenti alla sua grand’ opera della Storia delleBelle Arti ne’tempi bassi. A quella del nominato signorcavaliere , che per chiunque abbia senso di buona fedec d’onore deve bastare per tutte, io ne aggiungerò altre duegravissime e senza replica: una del rinomatissimo signorGio. Battista Volpato, a di cui somma lode nidi’altro ri-corderemo, senonchò a lui debbono le Belle Arti 1’ educa-