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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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AL GENERALE ALTON

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di’ella è una pessima morale quella che consiste tutta nellesole parole, e nel saper applicare dei termini onesti e de-centi ai vizi più rovinosi e deformi. Non comprendonofinalmente, che la sola giustizia è tutto; che la giustizia èinseparabile dalla verità, e che la verità, più si trova com-pressa, più veementi manda i suoi raggi, e più acuti epenetranti i suoi gridi.

Ecco precisamente il vostro caso, signor Generale. Iovengo a risvegliarvi la memoria di fatti che credevate se-polti, e voi rimarrete muto e freddo di meraviglia nel ve-derli dissotterrati. Preparatevi dunque a sentire dalla miabocca molte cose che già sapete, e non vorreste che si sa-pessero, e molte altre ancora tanto lontane dalla vostraaspettazione, quanto lo siete voi dal convertirvi alla ra-gione e alla buona fede.

Io non sono Socrate certamente; nondimeno ho anch'ioun demonio all’orecchio, che tutto mi riferisce, e che damolti mesi viaggia continuamente, e senza mai riposarsi,da Roma a Napoli, anzi da un capo all’altro d’Italia , e piùlontano ancora, se lo bramate. Egli è guernito di due alid’ oro prestissime ; e colla chiave medesima che aperse ungiorno la tox’re di Danae , egli apre, senza essere veduto,tutte le porte : e chi sa, che non abbia aperte ancora qual-che volta le vo'stre? So che il santuario del vostro gabi-netto è ben custodito; ma il demonio (guardatevi) ficca,come suol dirsi, il naso da per tutto, e osserva lutto, esa tutto. Incaricato da me, per alti comandi trasmessimida un angelo(i) benefico, protettore della nazione svedese,il quale, guidato dalla saviezza, dallo zelo e dalla pruden-za, penetrava nel seno dell’avvenire, e presentiva nel suogran cuore i tempi calamitosi che la perfidia dei tradi-

(1) Vedi i due discorsi preliminari della promozione, ultimamente se-guita in Svezia , di tutti gli ordini cavallereschi nell’apertura del capi-tolo. Dopo tutto quello che S. M. e S. A. R. si sono degnati di dire infaccia a tutta l’Europa su i meriti di S. E. il signor senatore baroneReuterholm, sarebbe temerità Raggiungere una sillaba in lode di questogran personaggio.