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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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LETTERA

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pena arrivato a respirare di là da Terracina l’elementoche gli bisognava, rattenne in Gapua la sua corsa, e di làrispose a S. A. R. una lettera, iu cui si levò la maschera ,e tutta diede a conoscere la nerezza del suo carattere el’arroganza de’ suoi sentimenti. Giunto finalmente a Na-poli , ivi fu che l'instancabile mio folletto divenne l’ombradel corpo del vostro barone, e non si scostò mai dal suofianco una linea. Lo seguitava in privato ed in pubblico ,in tutte le adunanze e in tutte le visite, in quelle special-mente che a voi consagrava, signor Generale, e a quei grandiclic dinanzi a voi diventano così piccoli. Facea tesoro econserva delle sue parole, delle sue sentenze, de’ suoi ora-coli nelle mense e nelle conversazioni. Non perdeva sillabadelle forsennate sue mormorazioni contro il duca reggente,e contro lutto il governo, il quale, privo di sì grand’ uo-mo, quale era appunto il barone, altro non poteva essereche una nave in burrasca c Senza piloto. Insinuavasi die-tro a’ suoi passi nelle tolette e nei talami delle tante prin-cipesse e miledi che per lui sospiravano. Che più? Condisgusto infinito de’ suoi nervi olfaltorii lo assisteva sinonei momenti delle corporali sue secrezioni, in mezzo allequali questo Dio corruttibile amava di scrivere quasi sem-pre le fragranti e misteriose sue lettere (e quello forse erail trono, di cui parlava col locandiere Lombardi, e su cuiveramente era degno di regnare e spirare ). Egli è veroperò che, per sottrarsi alla vista dei famigliaci , sceglievaper quest’ effetto il più profondo della notte, profittandodel tempo, in che tutti dormivano; tutti, fuorché il vigi-lante mio Genio, il quale per il buco della chiave tuttoguatava. Se non che qualche volta avveniva che la porti-cella di una scaletta segreta che conduceva immediatamentealla camei'a dell’amica, faceva sparire immediatamente ilbarone ; e allora il povero osservatore si ritirava anch’cssonella sua cameretta, e si poneva a scrivere le cose vedute.Nè vi crediate che qui avessero limite le sue scoperte. Iovi dirò maraviglia che vi farà sbalordire. Anche a voi sono