AL GENERALE ACTON
cadere caldi caldi nelle forze della giustizia col corpo deldelitto indosso a disposizione del Governo Svedese, chedall’altra parte avea prudentemente già prese le opportunemisure per l’arresto di Cesare e Nicomede. Fu notabile inquella circostanza 1’ amicizia del gran vicario verso il ba-rone , il quale ne aveva predicato tanto l’onestà e il ca-rattere nella sua lettera alla gran Caterina} poiché, senzaneppure aspettare che gli esecutori le domandassero, trassefuori egli stesso le carte consegnategli e raccomandateglidal barone, e tutto tremante le depositò nelle mani diquella gente indiscreta, nemica de’ galantuomini che viag-giano colle rivoluzioni in saccoccia.
Soddisfatto di questo bel colpo, rivenne in Toscana , eaccompagnò in Roma il barone, il quale era tanto lontanodal fìgurai’si il sinistro accidente de’ suoi amici, che anzifidato sulla salda ed inespugnabile onoratezza del suo granvicario, inebbriavasi tutto delle sue future grandezze, enuli’ altro si sognava, che il destino della Svezia a’ suoipiedi. Ma venne a scuoterlo improvvisamente da’suoi su-perbi e dolci delirii un corriere, che il giorno 18 di ot-tobre dell’ anno scorso gli portò da Stockholm un fulminedel reai duca di Sudermania, il quale in tutta la forzadella giusta sua collera gl’intimava di ritrattare quell’in-degno libello, o di disporsi a perdere tutti gli onori edimpieghi. Fu quella la prima volta che si offuscarono isuoi begli occhi cerulei, e si scolorirono per paura le ru-biconde sue gote : nè furono bastanti a calmar le sue sma-nie e le sue palpitazioni i conforti, di cui gli fu liberalela tenera Mencikoff, e le cortesie di una rispettabile e sem-pre amabile principessa romana. Partì dunque precipito-samente , e senza rispondere a S. A. R., alla volta di Na-poli , sospettando quel vile, che contempoi’anea a quellalettera potesse pure esser giunta qualche segreta istruzioneper lui fatale in un luogo, dov’ egli si trovava spogliato diogni carattere, in un suolo, come appunto il romano, non av-vezzo a sostenere c proteggere i traditori. Ed in fatti ap-