LETTERA
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giunge a notizia ch’egli abbia saputo distrigarsene cosìbene, che per questa volta non sembra sperabile di poter-gli allungare il collo sopra il patibolo. Questa nuova, si-gnor Generale, vi deve esser grata sicuramente, essendo voitenuto ad interessarvi, a titolo di riconoscenza, per la vitad’un uomo che, prodotto e raccomandato dal vostro carobarone, vi aveva fatto in Napoli dei progetti di commer-cio così vantaggiosi. Voi però non vi siete accorto giam-mai che questi due affamati paladini, col pretesto di tra-gittare in Napoli i prodotti metallici del territorio svede-se, a null’altro miravano o sospiravano che al metallo dellavostra borsa.
Ma a qual fine tutta questa digressione sulle bravuredel mio folletto? Per farvi comprendere, che s’egli ha sa-puto cavare la verità dalle tenebre, che farà nella luce?Che farà nel pieno giorno di Napoli , ove sono state peruna parte minori assai le cautele del barone sopra sè stes-se, maggiori dall’altra le investigazioni della mia Cortesopra i suoi andamenti? Noi qui ora vedremo se voi l’ab-biate onorato della vostra amicizia e del vostro potentissi-mo patrocinio. Io vi condono tutte le premure (nè mi curodi penetrarne i profondi motivi), tutte le dimostrazionidi amorevolezza, colle quali possiate averlo distinto finoal momento dell’arrivo in Napoli del barone di Palmquist.momento, in cui le lettere del re di Svezia non vi permette-vano più di dissimulare che il barone è un ribelle: sebbeneegli era già molto tempo che per tale ve lo denunziavanole lettere di Germania e tutte le gazzette di Europa 5 edovevano questi romori gettar, se non altro, del sospettosulla sua persona, e consigliarvi, almen per prudenza, a trat-tarlo con riserva e circospezione, come saviamente fu fattoda tutti gli altri Ministri.
Di tutte queste cose io v’assolvo amplissimamente, e viscuso se la vostra amicizia vi tolse allora di capo tutta lapolitica e la saviezza. Fo un salto adunque dai di ot-tobre, giorno dell’arrivo in Napoli del barone d’Armfeldt,