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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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LETTERA

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Venula la mattina del giorno io, il Barone prima dellequindici mandò al porto il suo cameriere Aglon insiemecon un Volante (i) ad oggetto di noleggiare per mezzo diCraft un qualche bastimento di bandiera inglese per im-barcarvi la sua roba. Dopo questi vi mandò in calesso an-che un certo D. Nunzio, che lo serviva in qualità di sen-sale di cambio, ed era divenuto il suo maggiordomo. Visi portò finalmente poco dopo le quindici nella carrozzadel Barone anche Branstrom, il quale scese al molo, e dopoaver parlato strettamente con M. Craft e col Vice-Console,ritornò alla locanda. Fecero lo stesso ancora D. Nunzio,e poi il cameriere e il Volante } e nell’andare e venire dallalocanda al porto e dal porto alla locanda, tutto era co-sternazione, tristezza e scompiglio. Ma a nessuno tremavatanto il cuore, come al Barone . Giunse alla fine chi lo tolse.alcun poco dal suo sbigottimento, e fu miledi Munck, laquale allora per la prima volta si arrischiò di salire quellescale e posporre al pericolo dell’amico le gelosie della ri-vale. Parlò col Barone in disparte, e fu visibile il buoneffetto delle sue parole sul volto di quell’ afflitto. Ognunosi figurerà l’importanza e sostanza di quell’abboccamento,quando saprà che miledi poco dopo le quindici aveva ri-cevuto da un messo di Corte un altro viglietto, in vista delquale ella recossi a Palazzo volando, ove si trattenne piùdi mezz’ora. Di là corse alla locanda del Barone, siccomeabbiam detto, e da questa ritornò di nuovo in Corte adar conto... della morte di Bertoldo e della nascita di Ber-toldino.

Partita miledi Munck, il Barone radunò le sue carte,(le poche, cioè, che gli erano rimaste, poiché le altre ave-vano già viaggiato a Stockholm ), c ordinò a’ suoi famigliarisvedesi che gli preparassero una valigia e gli chiamasseroil marito di mad. Suriau. Questi subito venne, e si trat-tenne con esso tre quarti d’ora. Sortito il medesimo, il

(i)Non il Setola , ma l’altro suo compagno chiamato Nicola