g6 LETTERA
il cui magico tocco dissipò tutti gl’ impedimenti, si otten-nero i passaporti. Io non biasimo qui l’industria dei vo-stri onoratissimi segretari, nei quali tutti desidero coltempo l 1 illibatezza, la creanza e la carità del vostro vec-chio e fedelissimo Aunibal Caro : mi piglio soltanto la li-bertà di un’ altra rispettosa dimanda : signor Generale,per provare la micidiaria intenzione del Mori contro lavita del Barone d’Armfeldt voi avete prodotti i suoi pas-saporti per Venezia , ove voi dite che dirigevasi per rag-giungerlo e assassinarlo. Ma coi passaporti di Venezia , chefavoriscono la vostra calunnia, perchè non producete anchequelli di Roma che la smentiscono? Gli uni e gli altri sonostati pur trovati tutti insieme nella locanda del Moriconi,c da lui medesimo denunziati: e quelli di Roma son puranche più degni d’ essere citati, perchè posteriori, e per-chè con dolo carpiti. Per qual motivo gli avete adunquedimenticati e soppressi? Anima incorrotta, anima illiba-tissima, rispondetemi, ve ne supplico.
Mentre il Mori si maneggia per ottenere quei passaporti,il maggiore Branstrom, sulle diecisette e mezzo , torna dinuovo da Monte Sarchio in città. Smonta alla villa diMarocco , siccome aveva fatto il giorno avanti, e di làviensene a piedi alla sua locanda, e vi si trattiene trequarti d 1 ora. Assicura i famigliari, che il Barone infallan-temente ritornerà} che i suoi affari sono già belli e acco-modati} che tutti rimarranno, come prima, al servigio, esoddisfatti fino all’ ultimo baiocco i suoi creditori.
Io godo assai di sentire che nessuno debba restar senzapane, godo che i debitori vogliano e possano pagare i lorodebiti, e sono veramente innamorato di questo Branstromche ha portata sì buona nuova. Ma non vi sdegnate, digrazia, se ardisco farvi una terza riverente dimanda :signor Generale, egli è ben giusto che Branstrom pelsolo onore di vedervi e inchinarvi abbia fatte per la se-conda volta le molte miglia che sono da Napoli a MonteSarchio} ed io sono sempre convinto che queste sono tutte