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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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AL GENERALE ALTON

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Sortendo di nuovo dalla locanda, si vide inseguito dallesolite spie. Per lo che diè volta indietio, e disse al Pa-squali che gli andasse a prendere il ferraiuolo, e lo aspet-tasse nel vicolo incontro al teatro San Carlo. Egli intanto,colle solite giravolte, sinvolò bravamente alla vista desuoiosservatori; e trovato il Pasquini al luogo concertato, efattosi dare il ferraiuolo, andò a fare le consuete sue vi-site. Ma nellandare, riflettendo ai tanti mascalzoni chelassediavano, cominciò a credere che si trattasse di averenelle mani non solo le sue carte, ma eziandio la sua per-sona. E tra stesso considerando che per fare tutto que-sto non vera bisogno di tante spie, di tante indagini,perchè potevano averlo fatto arrestare cento volte dallaguardia situata al fianco della sua locanda, si abbandonòad un altro pensiero, e fu questo : che la Corte di Napoli avendo scoperto la sua commissione fino dal momentoche gli avevano contrammandati alla Posta i cavalli perManfredonia , e volendo bensì proteggere il Barone dArm-feldt nella sua fuga, ma evitare un impeguo colla Cortedi Svezia , cercasse di spaventare il Moii e non altro, eobbligarlo con queste paure a lasciar Napoli da stesso,senza forzarlo con una violenza. Con questa idea nel capo,egli pensò tanto a procurarsi uno scampo, che si ostinoanzi maggiormente nella sua intrapresa, e sospese per di-spetto la risoluzione di tornarsene a Roma . Guardate quanteleghe era lontano il buon uomo dal figurarsi di esserepreso di mira per assassino.

Collo spirito adunque rinfrancato ed allegro andò circale quattro a cenare nel suo solito Apolline; cioè nella can-tina del Milanese al vicolo Nardones. Ivi stando con altricompagni a vendicarsi delle uova mal cotte, e a ristorareil povero corpo, che in tutto quel giorno aveva molto pa-tito, e facendo a Bacco delle libazioni colla lagrima del Ve­ suvio , sopraggiunse il giovane fiorentino, che altre volteabbiam nominato, il quale, più contento che se lavesserocreato Accademico della Crusca, raccontò ad alta voce, e