AL GENKllALE ACTOA
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più l’adora e senza lui non può vivere, partirà il giornodopo, passerà per Roma , c lo raggiungerà in qualche partedi questo mondo (i). Ma il povero Barone è senza affattoun quattrino, tutte le sue gioie sono impegnate, vendutitutti gli argenti, e non trova chi gli faccia credito d’unducato. Ecco senza dubbio un altro gran male. Ma unainano benefica, d’accordo coll’amicizia, a tutto porta ri-medio. Ecco denari in contanti, ecco salvocondotti, edecco una cambiale di sei mila ducati sopra i banchi diVienna . Altre piccole provvidenze restano a carico del suoospite liberale. E il Barone, ben provvisto di tutto , fuor-ché d’onore, di coscienza e di pace, abbandona finalmenteNapoli, lasciando nei buoni l’orrore del suo delitto, e invoi, signor Generale, l’ammirazione delle sue alte pre-rogative.
11 Barone è partito, e la mia storia è finita. Datele adessouno sguardo, ed osservate il carattere d’evidenza e diluce che porta in fronte. Smentitene i fatti, se potete^ di-struggetene le testimouianze, confrontate le epoche, com-binate le ore, i minuti, i momenti, e vergognatevi d’averprotetto con tanta impudenza un malvagio di prima sfe-ra } vergognatevi d’ aver negata la verità conosciuta, e diavervi sostituita la menzogna, la cabala, l’impostura} ver-gognatevi di aver ingannata sì lungamente l’Europa estancata la pubblica sofferenza} vergognatevi di aver cal-pestate le leggi tutte umane e divine, col farvi artefice dellecalunnie più scandalose} vergognatevi d’aver oppressa l’in-nocenza per giustificare il delitto} vergognatevi insoinmadi aver tradita per mille versi la religione, l’onore e lagloria del vostro principe, al quale con rispettoso corag-gio io dirigo adesso queste parole.
Generoso e benefico Ferdinando IV , ascoltate la voced’un uomo che la perfidia del vostro ministro vi ha de-scritto per assassino, ma d’un uomo che teme Iddio, che
(i) La principessa Mencikolf parti da Napoli il di ir).
Monti. Prose.
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