AL GENERALE ALTON
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vibrando il colpo dietro le spalle, e celandosi. Ma questovindice dell’innocenza e della ragione, perchè si nascon-de? perchè teme la luce? Non è già questo l’esempio chegliene dà il Piranesi . La verità non deve aver velo , lagiustizia dev’ essere coraggiosa, ed esercitare francamentele sue funzioni alla vista di tutti. Non vi è che la frode,la cabala e l’impostura che abbiano bisogno delle tene-bre ; e non appartiene che all’ avvocato d’un traditore iltener coperta la faccia.
A tre capi si riduce questo infame libello : ad un am-masso di brutali contumelie e d’ ubbriache insolenze con-tro l’attuai governo Svedese; al panegirico del baroned’Armfeldt; e ai pretesi documenti del mio preteso as-sassinio.
Rapporto al primo, non toccherebbe che al manigoldoil dargliene la risposta sopra un patibolo. Ma tutto il mondovede benissimo che l’autore ha colto veramente il suotempo per oltraggiare la saviezza del governo Svedese, ederiderne la debolezza. Io me ne appello alla rivocazionedel decreto di Londra relativamente alla libertà del com-mercio ; me ne appello alle ruine e alle lagrime di quellatanta parte d’Europa , la quale or vorrebbe aver imitalal’insipienza svedese; me ne appello alla Memoria ultima-mente presentata a S. M. I. A. da S. A. Elettorale l’Arci-cancelliere dell’Impero; e un giorno me ne appellerò avoi stesso, signor Generale, e a quelle quattro sole fre-gate napoletane, le quali debbono inghiottire tutta la ma-rina svedese.
Circa il secondo, 1’ orazione panegirica fatta alla vo-tra Corte e al vostro Barone, sarà più completa quan-do 1’ oratore avrà risposto alle piccole e poche obbiezionidi fatto, che s’incontrano in questa lettera; e per farlogli do due secoli di tempo.
In quanto alla terza parte, cioè all’assassinio da metentato, io non ho parole per ringraziarlo d’avermi som-ministrata egli stesso una prova della mia innocenza; prova