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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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LETTERA

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giunge^ e così Roma si vendica de vostri sdegni colla-marvi sempre, e sempre implorare dal cielo sul capo diFerdinando e di Carolina le felicità di cui 1 una e 1 altroson degni. Che più? Io vi annunzio che ai vostri stessinemici non sono stranieri questi nobili sentimenti} e laSvezia , che ha posta la mano sopra la spada per diman-darvi ragione dell oltraggio che per conto vostro le hanfatto quelli che vi tradiscono, la Svezia medesima ètroppo magnanima e generosa per non macchiare la suavendetta colla viltà degl insulti. Ella vuole soddisfazio-ne, ma tale che corrisponda al sublime carattere dell of-feso e delPoifeusore. Ella punirà, non ne dubitate , le in-giurie} ma non si abbasserà mai all indegno sospetto dicredervi consapevole o complice volontario delle medesime}che anzi spera che voi stesso le punirete quando vi sareteaccorto una volta dei modi iniqui, co quali la cabala,che vi circonda, ha ingannata la vostra giustizia e calun-niata crudelmente la Svezia . Su tale considerazione iodesidero a questo scritto la sorte di poter penetrare intutta la sua estensione a piedi del vostro trono, a cui ètempo che la verità si presenti per vendicare la vostragloria e castigar limpostura.

Ho parlato col cuore riverente e colla fronte per terraad un ottimo principe. Mi levo in piedi, ed alzo nuova-mente la faccia per finire di ragionare con voi, signorGenerale, a cui mi rimane qualche altra cosa da dire. Mirimangono alcune poche parole sopra uno scritto anonimoconcernente il nostro soggetto, e pubblicato ultimamentesotto il bel cielo di Lombardia .

Non può darsi scritto più atroce di questo, più inu-mano, più forsennato, più degno, in una parola,della causa che vuol difendere, vale a dire, la vostra, si-gnor Generale, c quella dell iniquo barone dArmfeldt.Chiunque sia lautore di quest opera tenebrosa, nellassu-mere che ha fatto le difese dun traditore, egli fa assaibene nel prendere il carattere e la divisa del suo cliente,