I 20
LETTERA
siasi delle vere e romane lezioni d’onore, cammina santoe libero sopra una libera e tranquilla superficie di questoglobo, e ultimamente mi ha scritto che vi saluti e vi fac-cia i suoi complimenti. Del resto, se qui pure il vostro ora-tore ha mentito, la colpa, signor Generale, non è sua, madi voi che 1’ avete ingannato, e con lui tutto il pubblicoche si solleva per dimandarvi soddisfazione dell’ orrendoabuso che avete fatto della sua buona fede.
Dopo d’ aver ripetuta per conto vostro una falsità cosìmatta, egli ci promette la pubblicazione di tutto il pro-cesso. E intanto il processo sono dieci mesi che soffrel’eclissi; ed io temo che non sia nato ancor l’albero dacostruire il torchio che dovrà darcene l’impressione. Non-dimeno fino dal mese di marzo voi lo prometteste permezzo del signor Lagerswerd alla Svezia , e ne ripeteste alpubblico la promessa nella vostra Dichiarazione, franca-mente asserendolo per ultimato; ed anche il signor ducadi Santodoro ne ha replicata in nome vostro ultimamentela parola a tutti gli abitanti della zona fredda. E con tuttoquesto, e con tuttala convinzione e confessione de’ rei de-tenuti che voi avete da tanti mesi annunziata, questosempiterno processo non dà ancor segni di vita ; e lamadre Vicaria, che lo deve partorire, vuole imitare, perquanto vedo, la madre di Confucio , la quale portò il fi-glio sessant’anni nell’utero. Ciò non ostante, voi siete unuomo d’ onore, e non mancate mai di parola.
Dal processo egli passa alle mie lettere intercettate. Equi monta sul pulpito, e grida con quanta voce mai puòa tutti gli uomini, a tutti i rettili, a tutte le presenti e fu-ture generazioni, che il mio attentato è chiaramente, evi-dentemente provato dalle proprie mie lettere, senza peròarrischiarsi di citarne neppure un periodo, neppure unasillaba. E nondimeno il pubblico, che non ha bisogno d’in-terpreti, toccherà con mano quando le leggerà, che quellemie lettere provano tutto il contrario, con buona pacevostra e de’ vostri pappagalli e del vostro apostolo Santo -