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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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FATTO STORICO

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Il Reggente. Ma che? tu stavi in Napoli ? e quantotempo è che vi stai ?

V. Moni. Quattr’anni, eccellenza, come vedrà dalla po-lizza del padrone di casa, che sta nelle mani dello scri-vano. Io teneva bottega di diversi generi passato il pontedi Chiaja, e più volte ho fatto ricorso a V. E. per esserepagato dal canonico Gaetano Girardi. E si ricorderà V. E.,quando una volta mi mandò uno scrivano in bottega adirmi che come a cavalier Medici le avessi fatto il piaceredi ripigliarmi certe carte colorate che avevo vendute a uncorriere di Vienna , e avessi restituito il denaro, ritenendomiqualche cosa. Io ripresi prontamente le carte, e rimandaitutto il denaro per obbedire V. E. Mi morì in appressola moglie, e trovandomi dissestato negl’interessi, nè po-tendo riscuotere i miei crediti, fui costretto a serrare labottega, e mi ricovrai in casa del signor cavalier Rondoni ,che per carità mi diede una camera.

Il Reggente. Ma tu sapevi che vi era in Napoli questotuo fratello?

V. Mori. Eccellenza no. La prima volta che m’incon-trai con esso, fu nella novena di Natale alla strada diChiaja avanti il palazzo. Allora egli venne a trovarmi incasa del suddetto cavaliere. L’ho riveduto in appresso circatre altre volte, nè io andava a trovarlo più, perchè es-sendogli stato detto eh’ io conduceva una mala vita , eglinon voleva più vedermi. Lo trovai una mattina al caffè diEmanuelle. Mi chiamò , e mi dimandò se io voleva andarfuori con lui. Risposi di sì. Mi soggiunse , se avendo bi-sogno di spedirmi lontano, vi sarei andato: al che repli-cai che. quando egli era quello che mi mandava, sarei an-dato dove avesse voluto. Così fu concluso $ e allora mimunì d’un passaporto di Svezia , che lo scrivano ha pressodi sè.

Il Reggente. Ma tu andavi in casa di tuo fratello c man-giavi con esso.

V. Mori. Eccellenza no: solo una volta ho mangiato insua compagnia. i .