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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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DF.L CAVALLO ALATO d’ ARSINOE

I 56

divenga madre di Mennone e di Zefiro , gli è un confon-dere mostruosamente due disparatissime geniture. E notateche facendo Mennone fratello di Zefiro, il fate ancora fra-tello della tramontana, dello scirocco, e di tutta la ven-tosa generazione} il che cresce a dismisura il garbuglio el’assurdo di questa idea.

Siami inoltre dato di chiedere con qual decoro di ter-mini il Zefiro di questi dotti possa chiamarsi cavallo alatod’Arsinoe. Ammetto bene che Arsinoe sia qui la stessache Venere Zefiritide} ammetto bene con Foscolo che Ze-firo, giusta l’espressione di Lucrezio , sia precursore diVenere} ma cavallo di Venere, con pace dei Zefiristi, èun altro pajo di brache. La metafora è troppo sproposi-tata, e sa di tutt’altro, che di greca dilicatezza.

Un altro tasto mi suona male, ed è Zefiro non sola-mente cavallo, ma famiglio ancora d’Arsinoe:

Ipsa suum Zephyritis eo faniulum legarat.

Zefiro è un Dio, e Dio d’assai più antico d’Arsinoe, eDio di alta prerogativa, perchè anima della natura, siccomeil suo nome stesso significa, portator della vita. Ora nellegerarchie degli Dei io veggo bensì divinità minori ligieal comando delle maggiori: Iride messaggera di Giunone ,Mercurio ambasciatore di Giove, le Ore ancelle del Sole}ma non veggo alcun Dio di gentil condizione servitoreumilissimo di deità secondaria. Mi si dirà che Arsinoefatta immortale, e associata al culto di Venere, giustifica ilservigio di Zefiro} ma io rispondo che non per questo el-l’entra nel rango e nei privilegi delle primarie divinità. Itraduttori e gl’ interpreti hanno un bel mitigare e atte-nuare l’odiosità dei vocaboli, spiegando famulum per mini-stro. Ma si stiri come più piace, o servitore o ministro,famulns, per mio senno, porta un’ idea di servitù che a Ze-firo Dio non si conviene} nè stimo che la sua bella mo-glie doride, corteggiata dagli Amori e portatrice della pri-mavera, abbia molte grazie da rendere ai nostri commen-