|6o BEL CAVALLO ALATO n’AIISI.NOE
non con quelli del sagrestano, siccome il signor Lalaude} leracconta al cospetto di tutta Grecia , testimone ocularedi quanto egli scrive} l’Arsinoe di Pausania è senza con-trasto l’Arsinoe di Callimaco } lo struzzo, su cui la videsedente, è un uccello che si cavalca: dunque... Ma primadi venire al dunque, facciamoci brevemente a conoscerealcune singolari prerogative di questa alata cavalcatura.
Lascio ai Naturalisti il pensiero di darvi essi la storiadi così strano animale, parte uccello e parte quadrupede,posto dalla natura sul passaggio delle due specie, e for-mante, siccome avvisa il nostro Aldrovandi, l’anello dellacatena, che unisce i terrestri agli aerei. Io non mi aiu-terò de’loro racconti, se non dal lato che m’appartiene.
E primamente, volendo noi fare di questo uccello unabestia da cavalcarsi, godo che il Vallisuieri lo chiami ilgigante degli uccelli, e il signòr di Buffon Yéléphant desoiseaux. Gli è buono ancora il sapere, che ses cuisses sonitres-grosses, très-musculeuses, e di più, che la sitaation ordi-naire du corps est parallèle à Phorison, qualità essenzialis-sime per montarlo comodamente. E non è da tacersi chesiffatto animale si addimestica facilmente, e che gli abi-tanti di Dara e di Libia li pasturano a maiulre, e li mon-tano, eli aggiogano, e li caricano di grandi pesi nel modonè più nè manco che noi i nostri cavalli. L’iuglese Moorc,citato dal Buffon, racconta d’aver veduto a Ioar nell’Affrica un tale che viaggiava di paese in paese sopra uno struzzo.Leggete il viaggio di M. Adanson al Senegai, e udite ciòch’ei racconta, come testimonio di vista, della robustezzae velocità prodigiosa di due giovani Struzzi . Pour essayerla force de ces animaux , je fis nionter un nègre sur laplus petite de taille, et deux autres sur la plus grosse: ccttechargc ne parut pas disproporlìonnèe à leur vigucur. D'abordelles trottèrcnt un petit galop des plus serrés ,• ensuite, lors-quon les eut un pcu excitées, elles étendirent leurs ailescommc pour prcndrc le veni. et s’ abandonnèrcnt à urie tellevi tesse, qu elles semblaicut perdre terre — J’ai èté plusieurs