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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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DEL CAVALLO ALATO D ARSINOE

tacolo} c il più nuovo, il più bello a vedersi non vi paregli lo Struzzo educato al giogo e alla sella? Non voletevoi clic Filadelfo ed Arsinoe intervengano qualche voltaper loro diporto ad una sì strana cavallerizza ? E Arsinoe bella donna, Arsinoe capricciosa, Arsinoe desiderosa disollazzarsi, e, più, di esser veduta, non è egli cosa natu-ralissima che le venga un giorno o l’altro il talento dicavalcare questo alato destriero? Qual bizzarria più inno-cente, quale cavalcatura più singolare e più degna d’unaregina? Arsinoe sedente e galoppante sopra uno Struzzonon vi comparisce ella forse assai più graziosa e più cara ?K sola una volta che la si cavi questo capriccio, non vo-lete voi che subito se ne parli per tutta Alessandria , e intutte le gazzette del regno? Ciò che fan le regine, massi-mamente quando son belle, non è forse tutto mirabile einteressante?

E poniamo (osservate se si può portare più oltre la di-screzione), poniamo che Arsinoe , timida e vereconda, nonsiasi mai avventurala in groppa a uno Struzzo, contutto-ché io non sappia vedere per una donna nò pericolo nèvergogna sopra siffatta cavalcatura. Ma fra i tanti, che aciò si addestravano ne’reali cortili di Tolomeo , non avesseella fall’altro che prediligerne qualcheduno, non avessefatt’altro che trastullarsi a presentargli talvolta colle sueproprie belle mani un qualche pugno di datteri, di cui loStruzzo è ghiottissimo, nel modo appunto che Andromacaddetlavasi di portare ella stessa la biada ai cavalli di Et-tore , e Proscrpina il melograno d’Averno ai corsieri im-mortali che la rapirono} non sarebbe egli ciò solo baste-vole onde meritare allo Struzzo nella bocca del pubblicoil soprannome di cavallo alato d’Arsinoe ? La cosa, o iom’inganno, è condotta a tale verosimiglianza, che anchesenza Pausania potremmo agevolmente spiegare Callimaco .Ma ove paressero insufficienti le conghiellure, clic il passod’Ateneo mi ha suggerite, quelle di Pausania è tale, cherompe, senza speranza di replica, tutte mai le dubbiezze.