Buch 
5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
Seite
167
JPEG-Download
 

I.F.TTEEA TERZA

I 67

Iellatissimo, e agli Egiziani carissimo. E qui per mia ledeCallimaco fu meno audace nell’espressione che altri buonipoeti, i quali chiamano i pioppi le suore di Fetonte , e ilgallo d’india:

Il distato Iratei di Meleagro ,

antonomasie bellissime. Ora se nel linguaggio poetico nonci fa specie Fetonte fratello di un albero, nè Meleagrofratello d’un pollo, ce la farà egli Mennone fratello di unalato maraviglioso, e Mennone non più rivale d’Achille , maridotto egli stesso alla condizione di bruto?

Potrei citare a proposito mille altri esempj consimili ,de’ quali le Metamorfosi d’Ovidio sono zeppe. Nè senzal’ajuto di questi favolosi amminicoli la lingua poetica incerti casi si sosterrebbe. Lo stesso stile didattico, menoscrupoloso assai che l’eroico, tutte le volte che intende adare splendore a un’idea troppo rimessa ed abbietta, gio-vasi egregiamente di cosiffatti artifici. Fra’ poeti italianiparmi che niuno così spesso gli adoperi come Dante ^ equesto velato modo di additar le persone, i luoghi, i tem-pi , le azioni porge a’ suoi versi quella cert’ aria di arcano,che fissa subito l’attenzione, e li rende tanto maravigliosi.Anche il Parini ne fa uso mirabile. Occorrendogli, ex. gr.,di nominare la farina di mandorle, egli si soccorre feli-cemente della mitologia, e la dice:

Il macinato di quell’arbor frutto,

Glie a Rodope fu già vaga donzella,

E chiama iuvan sotto mutate spoglieDemofoonte ancor, Dcmofoonle.

Un solenne arrogante dell’ infelice numero di coloro cheper levarsi in gran fama crocifiggono i nomi più beneme-riti, e fanno dell’onorato mestiere di critico un mestierdi beccajo, scagliatosi addosso al Parini, del quale fa unaridicola impudentissima anatomia, addenta particolarmentei versi da me riportati, ed aggiugne, che chi non sa la