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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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DEL CAVALLO ALATO ))’AHSINOE

I Gli

Finché dunque non venga chi gli specifichi, la favola metteil poeta nella libertà di chiamare Memnonide qualunqueuccello etiopico, purché non gli, manchi una qualità chela favola stessa dimanda, cioè la fortezza:

. seque viro forti meminere creutas.

Ora Etiopico Mennone , Etiopico lo Struzzo, uccello Meli-none, uccello lo Struzzo, uccelli forti i Memnonidi, uc-cello forte lo Struzzo, che si pretende di più per darfondamento alla favolosa genealogia, da cui li fa venireCallimaco? E la mitologia volendo dare a Mennone uccellofratelli degni di lui, chi potrà escludere da questo onorelo Struzzo? lo Struzzo che è l’elefante, il gigante di tuttigli uccelli ? lo Struzzo il più gagliardo, il più degno diquella nobile cognazione?

E avvertite qui un’avvertenza. Occorre parecchie volteal poeta di dover nominare una cosa, il cui semplice nomeo non ha tutta in sé stesso la poetica dignità, o ripugnaalle leggi del metro, o desta un’idea non abbastanza su-blime c maravigliosa. Il poeta ricorre allora all’antonoma-sia, della quale abbiaci già fatta parola^ e dirà, supponete,P augello di Pallade invece di civetta, e le nere Jlgliuole diMìneo invece di pipistrello ; le quali figurate espressionisono atte mirabilmente a nobilitare e ingentilire qualun-que idea vile e pedestre. Volendo Callimaco nominare loStruzzo (e vedremo in appresso perchè doveva pur nomi-narlo ), e temendo per avventura che il nudo e secco suonome non suonasse felicemente in eroica poesia ( forse acagione dell’aggiunto camelos che i Greci gli danno, ondedistinguerlo da strouthos, che isolato significa passere), siappigliò, siccome vedete, all’antonomasia. E per certo ame sembra, eli’ci noi potesse nè più chiaramente indicare,che chiamandolo cavallo alato d’Arsinoe, appellazione ve-nutagli dalla consuetudine d’Arsinoe nell’adoperarlo a que-st’uso, nè più altamente derivarne l’origine, che imme-desimandola col secondo nascimento di Mennone , eroe ce-