1^8 DEL CAVALLO ALATO n’ ARS1NOE
veggasi la testimonianza di Plinio d’ accordo coll’ Aldro-vandi. E le tre penne , della lunghezza in circa d’ uncubito, componenti il pennacchio de’soldati romani, percui comparivano, scrive Polibio nel sesto libro, maggioriquasi del doppio, e mettevano più terrore, il lodato Aldro-vandi tiene per certo che elle fossero penne di Struzzo^ eil conferma in questa opinione P aver veduto in Roma eglistesso una statua di Pirro , e un’ altra di Minerva, portan-ti ambedue sopra l 1 elmo una penna di questo uccello guer-riero.
Simbolo di giustizia, e poi simbolo di valore, egli èsimbolo ancora di prontezza e celerità. La penna ondeg-giante sul cappello dei tabellarj, ossia dei portalettere, erapenna di Struzzo : e questo costume suggerisce la vera inter-pretazione di quel verso di Giovenale alla fine della Sat. 4 :
Anxia precipiti venisset epistola pinnaj
ove il satirico prende Gguratamente il distintivo del por-talettere invece della persona. Chi ne sapesse spiegare l’al-lusione mistica di quei due grandi flabelli di tutte pennedi Struzzo, che fanno ala alla testa del Papa, quando ilportano nelle processioni del Vaticano sulla sedia ponti-ficale, forse tra gli arcani attributi di quella fiera avremmoqualche altro bel simbolo da non tacersi.
Abbiam veduto lo Struzzo sotto gli auspicj di due grandidivinità, Giunone e Minerva. Vediamolo adesso sotto quellidi Venere, onde apparisca più sempre la convenienza de’suoi rapporti con Venere Zefiritide.
I Greci, che nei nomi esprimevano la natura e il ca-rattere delle cose, col dare allo Struzzo il nome di passere,stroutlios , espressero con questo solo vocabolo tutto l’affare}essendo i passeri per la conosciuta loro lascivia sacri a Ve-nere, e dividendo colle colombe e coi cigni l’onore di trarreil carro di questa Dea . E il Memnonio, nostro gran passere,ha fama egli pure di lascivissimo ^ nò i suoi accoppiamenti,siccome ne’ bruti presso che lutti, sembrano limitati dalla