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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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LETTERA QUINTA

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maginazione, la coltura dello spirito, l’educazione del cuo-re? E non tutti trovando il loro contentamento negli stu-dii dell’ambizione, della ricchezza, della fortuna, non saràegli degno di lode chi a questa tranquilla e virtuosa por-zione di società procura nell’amenità delle lettere una di-strazione alle tante amarezze che ne circondano ? Questadolce obblivione delle continue sollecitudini che rodonol’esistenza, questo vivere nei secoli già scaduti col me-ditare le opere degli antichi, e farci loro contemporanei,questo riposo della nostr’ anima sull’ immagine del passato,onde non contristarci negli strepiti del presente,nè palpi-tare sull’ avvenire, son forse beni da non curarsi ? e fonteprecipua di questi beni non son essi gli studj, di cui par-liamo ? Piacesse al cielo eh’ ei fossero più coltivati e sen-titi ! La gentilezza dell’ animo non sarebbe più dote sìperegrina, nè si direbbe così guasta la stampa delle ideeliberali , nè sì diffusa l’inverecondia ed il credito delle am-biziose ed avare speculazioni.

A voi preclarissimo, e sopra tutti carissimo amico mio,a voi integer vitee scelerisque purus non parrà strano cer-tamente il sentirmi così penetrato dell’ eccellenza di questistudj, essendo essi patrimonio vostro medesimo, e godendovoi spesso di mitigare colla loro dolcezza l’austerità discienze ed occupazioni più rigorose. Nè io per vero sonostato mai così lieto della mia vita come al presente , cheper suprema beneficenza mi viene fatto una volta tuttol’ozio per coltivarli.