DEL CAVALLO ALATO D' ARSIKOB
I 8o
aver omesse assai cose da non tacersi, e tal altro di aver-ne dette di troppo. Risponderò ai primi, che le brevi miecognizioni non si estendevano pili di così} e parrai ciò nonostante di non avere schivata veruna delle difficoltà chein contrario potevansi suscitare, se alcuna pure può na-scerne in una cosa di fatto. Dirò ai secondi, che il di-struggere un’opinione già ricevuta e sancita da tanti rispet-tabili Critici, per fondarne una nuova e tutta contraria,esigeva di necessità una qualche dilatazione dell’argomen-to. E pongo un’ altra importantissima considerazione : Sele vie che menano alle verità filologiche fossero espedite esicure come le geometriche, la tela dei nostri pensieri sa-rebbe di poche fila e di pochi pericoli. Ma il filologo cam-mina per sì intricati sentieri, e tante sono le diversioni egli avvolgimenti, tante le tenebre, tanti i conflitti delleopinioni, tante le apparenze del vero, che la mente ne ri-mane spesso stordita e indecisa, e timida della strada ches’ha da prendere} la quale ordinariamente si erra, se pri-ma non si tentano tutte quante una per una, e non badasibene dove conducono. Perciocché nell’ andare all’ acquistodi verità remote dai nostri tempi, e delle quali colla perditadei monumenti si è perduta affatto la traccia, avviene intanta caligine di far cammino a forza di lampi, i qualisovente, anzi che a salvamento, menano a precipizio. E que-sto travaglio dell’ intelletto richiede tanto fastidio di esa-mi e confronti, tanta pazienza di osservazioni, tanta ispe-zione di libri, e i libri mancano così spesso, che alla finedel giuoco 1’ uscirne salvo è un miracolo} e il lettore setutta sapesse la fatica durata, e la noia del sostenerla, sa-rebbe assai più discreto nel compatire, e men subitaneonel decidere.
Di queste cure, di queste agonie dello spirito io nonattendo indulgenza da quegli austeri, che, schivi di tuttele dilettevoli discipline, non ammettono fra le utili che lascienza dell’interesse. Ma fra i bisogni dell’uomo non en-treranno essi per nulla i bisogni morali, il diletto dell’im-