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SUI. CAVALLO ALATO D ARSINOE
far compagnia ai rinoceronti , agli elefanti , ai leoni ed altri suoi nobi-lissimi concittadini. Nò questi uccelli giganti, per valermi dell’espressionedel Vallisnicri. si pigliano senza stento , e senza gran mano di caccia-tori; perciocché amando essi i deserti più aridi e inaccessibili, ivi si riu-niscono a branchi così numerosi, che da lontano, secondo la testimo-nianza de’viaggiatori , somigliano a ordinati squadroni di cavalleria, egettano bene spesso grande spavento nelle carovane. In quelle sterili so-litudini ei fuggono quanto ponno gli attacchi dell’uomo; e vi menanouna vita dura e difficile , ma per lor deliziosa , perchè di due beni vigodono inestimabili, 1’ amore e la libertà.
Un solenne abrogante , p. 167, 1. 29. — Il suo nome è un cotale signorDe Coureil (non Italiano ), compilatore (egli solo) delle periodiche im-pertinenze che si stampano in Pisa nel Nuovo Giornale de' Letterali.
Come parlare di questo mal capitato, senza avvilirsi? Con qual pettinecarminarlo, senza lordarsi? Prevedo che tutti coloro a cui è noto il sog-getto , mi daranno gran biasimo di essermi abbassato a farne parola. Masiami conceduto di mostrar prima questo animale a chi noi conosce; e,vada a chi tocca; mostrerò poscia, che l'avermi sporcato le mani in que-sta lordura è tutta colpa de’Savii.
Erettosi questo critico liliputto in riformatore del gusto, e fattosi mis-sionario di una nuova Letteratura a distruzione della Greca, della Latina ,dell’ Italiana , si c dato a conculcare villanamente antichi e moderni conuna impudenza da non pur concepirsi. Interrogatelo sopra i Greci, di-mandategli che c la Tragedia nelle mani di Eschilo, di Sofocle e di Eu-ripide . Nulla più che un’arte nascente (T. VI del nuovo Giornale Pisano,p. 181 c segg.), la prima rozza barchetta per solcare le onde del mare. Ela tragedia moderna? Una nave da guerra d’ammiraglio moderno. Diman-dategli come stanno a passione, a costume, a caratteri, a semplicità letragedie di quei tre greci bambini ? Noi (De Coureil) risponderemo Jran-camenle (i pazzi sono sempre franchi) che troviamo queste cose assai piùne’ moderni , che nei greci drammatici. Zitti; che questo è niente. Diman-datelo dell’ Edipo di Sofocle . L' Edipo di Forciroli è molto superiore aquello di Sofocle : e si avverta bene che questi oracoli sono tutti enun-ciati col francamente. Cosi pure i seguenti, che vai più il celebre versodella Medea di Cornelio Contre tant d’ennemis etc., di tutta la Medea diEuripide (e da questo solo si vede che la testa del Critico è stata lavo-rata fuori d’Italia); che la di lui Ifigenia è un cattivissimo ed insipidoabbozzo posto al confronto dell’ Ifigenia di Bacine , e che tra la Fedra diBacine e l’Ippolito d’Euripide corre quello spazio medesimo che separa ilMargarite del Pulci dall’Orlando furioso dell’Ariosto.
Una pozione adunque d’elleboro primieramente a Racine il figliuolo,che instituendo un confronto tra l’Ifigenia di suo padree quella d’Eu-ripide (Theàlre des Grecs par le P. Brumoy , T. 7 , p. 278 edition deCussac) , scrive che la principale gioire j qui est celle de Vinvention , ap-partieni à Euripide : e più avanti, che son imitateur ne s’est point ècarléd’un modèle si parfaitj più avanti ancora : s’est ce que peinl admirable -