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sionato e veridico della generale opinione , diventa un pubblico tradi-mento tolto che la passione guida la penna dell’estensore; e l'eccessod’un solo che manchi ai principii della creanza, della giustizia, dell’o-nestà (su i quali doveri non si ammettono transazioni ), ripercuote al-tamente sul decoro de’ socii.
Chiunque avrà letto le indecentissime coprologie del coprologo De Courcilsi farà maraviglia del lungo silenzio osservato dagl’italiani su questopazzo; molto più del vedere, ch’egli abbia scelto per vomitarle il sacropaese, che oltre l’aver data all’Europa la legislazione della filosofia,ha data ancora a tutta 1’ Italia la legislazione del gusto, e dell’atticagentilezza. Lascerò che altri ne spieghi questo letterario fenomeno. Iomi starò contento di dire che al signor De Coureil non Italiano , riforma-tore della Greco-Latino-Italiana letteratura , niuno contrasterà mai l’am-plissimo privilegio di strapazzare e di mordere eternamente , soprat-tutto di rompersi il mascellare su quegl’incivili, che avendo avuto ilregalo delle sue incomparabili poesie, 1’ hanno lasciato senza ringrazia-mento. Ma s’egli vuol far prova del grandissimo conto in che tutti ilteniamo, faccia che nei preziosi volumi delle sue critiche contumeliebrilli il puro e solo suo nome.
Esecutore dbi comakdi di verere zefiritide, p. >75,1. 1 0 a.— Dice netta-mente Callimaco , che Venere Zefiritide spedi l’alato suo servo a rapiredal tempio la chioma di Berenice,
Ipsa suum Zcphyritis eo famulum legarat ;
c che questi, recandola a volo per 1’ aria, la depositò nel casto grembodi Venere :
Isque per cethereas me tollcns advolat umbra1 ,
Et Veneris casto collocai in gremio.
Da tutto il processo di questa azione apparisce chiaro, mi sembra, chequesta Venere non dev’essere la celeste, siccome il Conti è d’avviso;bensi la stessa Venere Arsinoe Zefiritide, secondo l’opinione di Fo-scolo : e oltre le buone ragioni da lui addotte, un’altra se ne puòdare, se non m’inganno, più decisiva; dico l’assurdo che ne verrebbedi queste due Veneri, che, diverse 1’una dall’altra, sarebbero nondi-meno principali agenti ambedue in una medesima azione. Inoltre, comeporsi nel capo che Venere Zefiritide mandi il suo alato ministro a pren-dere quella chioma per divinizzarla, e che questi invece di recarla allasua padrona la porti alla Venere planetaria ? Alla quale ancora se dia-mo il merito di quell’ apoteosi, faremo che il poeta manchi al suo fine;a quello, cioè, di farla eseguire non da Nume straniero ( il cui inter-vento non cresce alcun credito alla divina famiglia de’Tolomei ), ma daNume domestico: il che lusinga moltissimo l’ambizione c l’orgoglio diquel Monarca , interessato a far valere nell’opinione de’popoli le sueparentele col cielo.
Ottimamente poi lo Struzzo è detto qui J'amulo di Venere Zefiritide,perchè questa è propriamente 1’ appellazione che i poeti sogliono dare