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DISCORSO
tante allre colpe , che una giovine hen informata dell’ ec-cesso di Mirra , c presa anch’essa miseramente da qualcheturpe passione, non si stimerà mai traviata del tutto, tostoche sappia esservi altre sue pari assai più colpevoli. Nèmi si dica che il frutto salutare di queste inverecondememorie raccogliesi dall’idea del castigo toccato a quel-l’infelice; perchè quanto sul cuore umano è potente lostimolo d’una colpa che piace, e a cui incoraggisce l’esem-pio, altrettanto riesce debole e inoperoso il pensiero dellapunizione avvenire. I supplizi del Tartaro sono stati cosìvivamente descritti onde allontanare gli uomini dal delitto;e la terra sempre coperta di scellerati ha sempre attestatoe attesterà eternamente 1 ’ inefficacia di questi religiositerrori.
Quindi, se anche io potessi ammettere clic una solafragranza fosse permessa alle vergini; perchè, domandereiio al Vossio ed al Foscolo , perchè di tanti odori trovaliper la coltura della persona, concedere alle fanciulle quel-1 ’ uno precisamente che era indizio e fomento di maggiormollezza e di lusso ? Leggete la nota dello Spanhemio alv. 38 dell’Inno ad Apolline, e ponete attenzione a quantoegli scrive in proposito della Mirra , cujus notus ac poetisdecantatus apud lautiores homines usus. Nè pago di questaespressione, poco appresso soggiunge: Addo quod myrrlia ,arabica omnino, ut constat , pianta perfusi et madentesluxuriantium crìnes occurrunt scepc in antiquis scriptoribus.E lasciando stare gli esempi recati da questo grande eru-dito, e cent’altri che si ponno agevolmente raccogliere da’poeti, onde provare che l’uso di questo balsamo era pro-prio singolarmente degli uomini dediti alla mollezza, va-gliami quello, citato dal medesimo Foscolo , nel duodecimodell’Eneide, v. 97 :
da sternere corpus
Semiviri Phrygis, et foedare in pidvere crinesVibratos calido ferro, myrrhaque madentes.