Ottimo divisamente degli antichi saggi fu quello diconsecrare con monumenti di pubblica e religiosa ricono-scenza la memoria di tutti coloro che furono di un’ arte ,comunque giovevole, ìùtrovatori} o che, mediante lo sco-primento di alcun segreto della natura, la ragione umanaaiutarono, e somma gloria a sè stessi e alla patria parto-rirono } reputando essi quegli uomini sapientissimi, niunopotersi rendere della patria più benemerito che colui , ilquale di utili ritrovati la vantaggiasse, e splendor le cre-scesse fra le nazioni. Perciò niun pittore in Atene ebbeiscrizioni più onorevoli d’Apollodoro , solo perchè trovòegli l’arte di comporre i colori e cavarne le ombre} e fe-cero di un zoppo e povero fabbro nulla meno che un Dio ,perchè primo foggiò il ferro in servigio dell’uomo} e con-cessero divini onori a Trittolemo artefice dell’aratro} e in-finite ammirabili cose favoleggiarono di Mercurio inven-tore della grammatica e della musica, e di Prometeo sco-pritore del fuoco, e di Atlante primo contemplatore delcielo. Senza molto detrarre a quell’antica illustre sentenza,che la paura fece gli Dei, io porto opinione che non po-chi n’abbia pur fatti la gratitudine: la quale idea se peravventura non è più vera , pare almeno più consolante ,poiché nobilita in certo modo questo grande errore del-l’uomo, l’idolatria.
Monti. Prose. i5