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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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PROLUSIONE

la fama che nemerge, non sono cose vili da lasciarsenelibera ed impunita la depredazione. La perdita de figliuoli( sciamava il gran Galileo, vendicando a linvenzione delcompasso geometrico con tanta impudenza usurpatagli daBaldassare Capra), la perdita defigliuoli, delle sostanze,della vita medesima non pareggia la perdita della gloriache scaturisce dal nostro ingegno } perciocché la procrea-zione de figli è un vantaggio comune all uomo col bruto,le sostanze sono acquisto fortuito o lucro dindustria, laquale può risarcire il perduto, e lo spoglio della vita cipriva del poterci noi più di questa di altra perditalamentare. Solamente, dicegli, in estremo grado di doloreci riduce colui , che deW onore , della fama , della meritatagloria, bene non ereditato dalla sorte dal caso , madai nostri studii, dalle proprie fatiche, dalle lunghe vigiliecontribuitoci, con false imposture , con fraudolenti inganni,con temerari usurpamenti ci spoglia. Questo vivo e dolorosoparlare ne fa chiari abbastanza , che quei sapienti, a cuiinvolansi dopo morte i frutti delle penose loro meditazioni,ove fossero vivi, ben altro farebbero che tacersi. Ma coloro,che ne hanno ereditata la gloria debbono ricordarsi da-ver accettata con tutti i pesi e doveri eredità così sacra,della quale si dichiarano decaduti, tollerandone vitupero-samente il saccheggio. Dirò di più. La conservazione diquesta gloria non è ella forse un sommo interesse politicoe lornamento e lorgoglio più ragionato delle nazioni? Ese quelle danno tantopera ad aumentarla, che, potenti dicommercio e di armi, di lettere, di arti abbisognanoonde procacciarsi riverenza e rispetto, che non dovrà eglifare quel popolo, cui forze marittime, commercialistabilimenti, formidabili eserciti unità nazionale ponnorendere rispettato? Scaduti pur troppo dall antica nostragrandezza e dalla speranza di ritornare nel nostro posto, e,riabbracciandoci tutti di nuovo in una sola famiglia, consolarele ombre denoslri padri, che altro più ne rimane che lemen-dare col valor dei talenti le ingiustizie della fortuna? E