PROLUSIONE
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Il Clinico Collel-Meygret scopre un lombrico nelle renid’un cane, annunzia al pubblico la sua scoperta comeunica in questo genere, legge sulla medesima una ben lungaed acclamata dissertazione , ne presenta le tavole leggia-dramente disegnate ed incise, e si nomina una deputazionedi quattro membri , che colle lenti sul naso si rechino averificare e far processo verbale di questa nuova novissimamaraviglia. E frattanto egli è tre secoli che noi Italiani laconosciamo. Il primo, a cui venne veduto questo vennemaraviglioso, fu il Cesalpini. L’osservarono dopo lui Tom-maso Bartolini, il Delestanghio, il Chereringhio, e più altrimentovati dal Redi. Tornò dopo questi a vederlo il Redimedesimo , che nelle reni sì del cane che della martoratrovò quàndo uno, quando due di questi incomodi abitatori,c nel suo trattato degli animali viventi dentro i viventi nediè tavole replicate e precise. A che più vi trattengo? Nelgabinetto di storia naturale di questo nostro Liceo si haun rene canino contenente non uno nè due di questi asca-ridi, ma tre a diversa grandezza. Nè l’esimio successore diSpallanzani c collega nostro Mangili, che ne fece il depo-sito, menò punto rumore di tale fenomeno, perchè il dottoe modesto naturalista sapeva tutto il già scritto e osservatosu tal materia.
D’una verità qualsivoglia rileva d’assai il rivendicarnela gloria al suo primo ritrovatore, onde gli eredi dellasua fama abbiano nei domestici esempli e nella pubblicastima un eccitamento a nuove ricerche. Senza questo dolcee nobile impulso la sapienza non avrebbe un seguace. Perla qual cosa utilissimo mi parrebbe, ovunque le scienzesi coltivano, lo stabilimento di una, dirò così, scientificaPolizia, la quale attenta vegliasse sul prezioso depositodelle nazionali invenzioni, e ne denunziasse al gran pub-blico gli usurpamenti. Perciocché da quando Enopide Oliorubò a Pittagora la scoperta dell’obliquità dello zodiaco, ilregno scientifico ha sempre avuto cd avrà eternamente isuoi pirati ancor esso. Altronde i prodotti del talento , e