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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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PROLUSIONE

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De immenso et innumeràbilibus inscripsif. parole, credo,assai chiare, di Daniele Uezio, a cui fa eco il Bruckero,il Leibnizio, il Cardinal Gerdil, e assai altri, che altrifurti ricordano dal Cartesio commessi sul patrimonio de-gl Italiani. Ai quali già non incresce che un tanto ingegnosiasi alcuna volta degnato dinvaderne i pensamenti", chèlartificio mirabile, ondegli poi ha saputo migliorarli edornarli, gli acquista anzi 1 universale riconoscenza. Increscebensì chegli, il Cartesio , di cui afferma il filosofo di Ferney qu il faut avouer qu? il ìP y eut pas une seule nouueautèdans sa Physique qui ne flit une erreur , sostituendo un chaosnu chaos d Aris tote , e ritardando così plus de cinquanta ansles progrès de P esprithumnin , incresce, dico, che questogrand uomo guardasse poi il vero ristoratore della Fisica,il Galileo, col disprezzo con che Ercole un Lilliputto} escrivendo che tout le meilleur (del filosofo Fiorentino ) estce quil a de niusique } lasciasse asuoi successori un esem-pio di decisione troppo duro e troppo seguito.

Non è da tacersi, tornando al Bruni, che da lui con-cordemente asseriscono i Critici aver copiato 1 il Gassendi il sistema corpuscolare resuscitato sulle ruine della filoso-fia dEpicuro , di Democrito e di Leucippo . E la pluralitàdei mondi, abbellita dalle grazie di Fontenelle , non èforse ancor essa una lieta nobilissima fantasia di quellavittima sventurata del fanatismo? Ciò che affermo delBruni ( e più altre usurpazioni a lui "fatte potrebbersi ri-cordare ), francamente affermo di tutta la serie di queiprimi nostri filosofi, clic, primi c veraci liberatori della ra-gione, a forza di cadute magnanime le insegnarono a so-stenersi, e in mezzo a grandi delirainenli vibrarono grandipensieri che, raccolti dal fango e ben educati dai posteri,fruttarono celebrità e rinomanze fortunatissime. Così i ca-ratteri fisionomici del Lavater furono prima disegnati dalPorta nella stravagante sua opera Dell umana fisonomia:così il sistema sessuale delle piante, passato già per lamente di Teofrasto , risursc egli pure idea non confusa.