PROLUSIONE
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ma splendida, nello spirito del Patrizio} il quale, se nonsortine l’occhio nè il tatto finissimo del Linneo onde con-durlo a maturità, non per questo si de’ privar della loded’averlo prima di lui coltivato, e, per quanto l’infanziadella Botanica il permetteva, felicemente nudrito. E certialtri sistemi, certi materialismi, certe cosmogonie, certecoraggiose opinioni, colle quali la filosofia-reprimeva le teo-logiche pretensioni, che altro sono alla fine se non chefervidi esalamenti delle teste vulcaniche del Telesio, delCampanella, del Vanini, del Pomponazzo? Anche le pas-sioni delle piante, e tutta la psicologia vegetabile divenutaa’ dì nostri argomento di graziosi poemi e di avventurepatetiche, fu dapprima una ragionevole bizzarria del famosonostro Cardano, del quale è difficile il dire se sia maggiorela stravaganza o la vastità dell’ ingegno. Egli è un grandesaggio quando è in sè stesso, e noi tengono cinquantacatene quando vaneggia. Con tutto ciò l’insipienza de’grandi talenti è infinitamente più istruttiva, che la sapienzadei piccoli. La prima scioglie le ali allo spirito, e gl’ in-segna ad alzarsi} la seconda gliele mozza, e il manda perterra. Se Cartesio è ammirabile per la sua sublime geo-metria, non lo è manco pe’suoi sublimi delirii. Sono levertigini del cervello di Giòve gravido di Minerva, e bi-sogna farne gran caso.
Molto più convien farlo di quei benemeriti indagatori delvero, i quali, siccome dissi già da principio, quantunquenon lo abbiano interamente svelato, sono stati però i primia indicarlo, e ad aprire la via di conseguirlo. Il soldatoche avanti a tutti dà la scalata, e monta sul muro dell’ i-nimico, perchè resta morto sulla trincierà, nè si trovapresente ai capitoli della resa, verrà egli escluso del tuttodall’onore della conquista? Sarà egli onesta cosa il calcarlosenza riguardo, e diruparlo giù nelle fosse, e lasciarlo lu-dibrio delle piogge e pasto de’cani, invece di pregargliriposo, e onorarlo di sepoltura? E che dovremmo poi divi-se, anziché i-egistrarlo nella lista de’valorosi, onde addol-cire le lagrime dei congiunti, lo si scrivesse in quella de