Vt5(j lezioni d'eloquenza
mori gli ridesta le forze elle debbono eonibaltcrc la ma-lattia.
V'ha di più. Spesse volte l’infermo vuole andar persuasosulla natura dei proposti medicamenti. Il medico si trovadunque in bisogno di ben discorrere, onde mostrarne l’uti-lità, e vincere le ripugnanze del povero paziente, per lopiù trepido e sospettoso, poiché trattasi del massimo degliaffari, quello della vita. Gli è dunque mestieri il guada-gnarne la volontà, e ciò non ottiensi di certo con un mutosapere. E quando pure avvenga clic il malato a tale ri-ducasi, clic non possa nè intendere nè riflettere nè giudi-care, vi sono i congiunti che vivono nella vita di cfuel me-schino, e ne adempiono strettamente le veci.
Dalle quali considerazioni emerge verissimo quell’ altrodettato del Zimmermanno, ebe le malattie si ammansanoprima colle parole : nè altro volle indicare la favola ( laquale non è all’ ultimo clic la verità travestita ) allora-quando chiamò alunni delle Muse gli studiosi dell’ artemedica, e fece Esculapio figlio d’Apollo , divino padre de’medici del pari che de’poeti. E dove piacciavi percorreregli annali dell’ arte vostra , intenderete da Celso , che Ip -pocrate, contemporaneo di Platone , fu suo rivale nella fa-condia^ imparerete da Suida, che l’eloquenza di Galeno fureputata maravigliosa } udirete dal Freind, che i maestritutti dell’antica medicina furono grandi sì nel pensare chenello scrivere. E venendo ai fasti della moderna, troverete,che niuno ebbe mai fama di sommo medico senza quellapur anche di culto parlatore e scrittore. Le Muse educa-rono il medico e filosofo Fracastoro, e gli scoprirono sot-terra i fiumi e i laghi d’ argento vivo alla guarigione de’morbi sifilitici } le Muse furono compagne di Ilallero, edora scendevano a trattare con esso il ferro anatomico,ora il traevano sulla cima delle alpi a cantarne in dol-cissimi versi le maraviglie } le Muse versarono al Redi ilnettare di Montepulciano e di Chianti, e lungi dallo squal-lore degli ospedali, l'introdussero nelle orgie delle Baccanti.