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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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INTRODUZIONE

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Se tanto è il pregio , tanta 1’ utilità che ricava dallostudio della parola l’ingegno che si consacra alla naturainferma c languente , quanto noi direte voi necessario acolui che descrive il maestoso spettacolo della natura vi-vificante ed attiva? Se la grandezza del suggetto dimanda■quella dell’espressione, chi sarà più eloquente, del filosofonaturalista? Eloquentissimo fu Pitagora che parlò di tuttoil creato visibile ed invisibile, e niuna scuola come la suaprodusse più numero di grandi poeti, di eminenti filosofi,di profondi politici, di arditi propagatori di libertà, di ce-lebri legislatori , e conduttori d’ eserciti e di repubbliche.Eloquentissimo fu Empedocle d’Agrigento, che ragionòdella forza generatrice degli elementi e della riproduzionedegli esseri, e di tutto il regno vegetabile, ed animale, etanto fu il calore e la grazia del suo linguaggio, che sidisse in lui rinato il genio d’ Omero. E Aristotele , chetanto scrisse e sì altamente scrisse della natura , non fuegli chiamato aureo ed immenso fiume di eloquenza daCicerone? E per tacere di Teofrasto e di Plinio e di altridel tempo antico, a chi non è noto a’ dì nostri lo stile in-cantatore e dolcissimo del Bullon , e quella non so qualaria di augusto e patetico sentimento di cui vanno sparsele opere del Bonnet? E veramente il parlare della natura^e descriverne con abbietto e sprezzato stile le maraviglie,non sarebb’egli lo stesso per avventura, che il vestir Ve-nere, bellissima delle Dive, del rozzo saio di contadina?

Ed ora che sempre nuove scoperte vanno dilatando inimmenso i confini di questa scienza, a cui l’uomo, vittimae ludibrio dell’impostura, dovrà un giorno la destruzione ditutte le favole religiose 5 ora che la Chimica, deposte le sueempiriche pretensioni, colla fiaccola dell’esperienza alla manosorprende la natura sul fatto, e viene anch’ella in soccorsodella ragione, atterrando la fabbrica de’prestigi che tantocostano al riposo di questa terra ^ or che un nuovo fluidoelettrico si è aperta la strada alle prime sorgenti dellesensazioni, e promette all’attonito osservatore la rivelazione