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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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EPISODIO DI DIOMEDE ED ULISSE 287

bitudinc di vegliare. Ulisse , nè vecchio, nè giovane, dormesì, ma appena chiamato si sveglia. Ecco l’età in cui il pun-golo delle cure tormenta l’anima, e comincia a prevaleresopra le forze ristoratrici della natura. Diomede alfine, nelpieno vigore della gioventù , dorme profondamente , e v’èmestieri di grida e di scosse per risvegliarlo. Ecco il pri-vilegio dei giovani, un altissimo sónno, specialmente dopoaver molto faticato nella giornata, siccome appunto avevafatto questo guerriero. Il Pope dice, che Diomede dormecome un vero soldato nella sua compiuta armatura: ed iodico, eh’ egli dorme come un leone in tutta la sicurezzadella sua forza.

È pure notabile in questo passo d’ Omero una bellezzadi stile, dicendo egli sfiorare il sonno quello che noi dicia-mo dormire saporitamente. Questa metafora vaghissima,giustamente ammirata dal Cesarotti , e poi ommessa nellasua parafrasi, esprime al vivo la spensierata sicurezza diquell’eroe, e fa un contrasto mirabile colla trepidazionedegli altri. Piene similmente della più profonda conoscenzadel cuore umano sono le espressioni che Nestore adoperacon Diomede nell’ atto di risvegliarlo. Parlando con Aga-mennone , l’accorto vecchio aveva usato parole di confor-to , e procurato di diminuirgli l’idea del pericolo , pernon crescergli disperazione. Ma fa tutto il contrario par-lando con Diomede , perchè sa che 1’ idea del pericolo èlo stimolo del coraggio. Sorgi, egli dice ,

Sorgi, invitto Tididc ; a che ti staiCosì sfiorando tutta notte il sonno ?

Non odi clic i Troiani il poggio han presoPiù elevato del campo, c li disgiungePoco intervallo dalle navi ?...

Questo parlare rileva mirabilmente l’intrepido caratteredi Diomede, e l’accortezza di Nestore che, instrutto dal-l’esperienza e come valente oratore, sa toccare il deboledelle persone.