LEZIONE SECONDA
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Veniamo adesso al consiglio di guerra:, e notate primie-ramente il luogo della seduta. La fantasia di Omero , chetutto dipinge e niente trascura, è andata a trovarlo, nondentro una tenda, nò lontano dall’ inimico, ma in pocadistanza, in mezzo ai cadaveri, nel sito appunto dove eraseguita la sanguinosa battaglia nel giorno precedente. Que-sto luogo è scelto con grandissimo accorgimento * perchè,dovendosi proporre un’impresa pericolosa, diminuisce moltol’idea del pericolo il proporla in faccia del pericolo me-desimo. Qui dunque i nostri parlamentarii cominciano lanotturna loro consulta. Nestore, siccome il più saggio,prendendo la parola,
In tjucsti accenti il suo pensiero espose:
Amici , havvi tra voi qualche alma arditaE in sè sicura, clic nel campo ir osiDe’ magnanimi Teucri, ove di tantoGli sia propizia c liberal fortuna ,
Che alcun sorprenda de’ nemici , erranteSui confini del campo; o alcun discorsoPur gli riesca de’ Troiani udire ,
Clic ne scopra i disegni ?
E qui Nestore promette larghi preinii c molta gloria achi voglia addossarsi questa impresa. Ma al parlare di Ne-store
Stettero muti tutti quanti. AlfineRuppe l’alto silenzio il bellicosoDiomede , c parlò : Saggio Nclide ,
Quell’ audace son io : me 1’ alma forte ,
Me l’ardir persuade a questo rischioDi penetrare nel dardanio campo.
Ma se meco verranne altro campione,
Cresccrammi speranza ed ardimento.
Quanto è bella, quanto è nobile questa generosa proffertadi Diomede , mentre gli altri tacciono tutti atterriti dalladifficoltà dell’ impresa ! Ma quanto è modesta nel medesimotempo la sua intrepidezza nel confessare che la compagnia