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nelli nell’ira di Dio , egli è stato il maestro di Michelan-gelo . Se v*ha tra voi finalmente chi compiacciasi di sublimiteologiche speculazioni, legga Dante , perchè niuno più diDante ha spaziato nel regno delle scienze divine , e ri-marrà attonito nel vedere com’egli ha saputo cangiare infiori le spine della più arida Metafisica .
Ben altri prima di lui avevano praticato felicemente lostesso^ e Pitagora, e Platone, e tutti i filosofi della Grecia congiunsero sempre in un solo studio la cognizione dellecose naturali e divine, nè mai si avvolsero nelle indaginitenebrose delle cagioni secondarie senza la fiaccola delleprimarie, conquistando prima l’intelligenza delle sostanzeincorporee per indi ben conoscere le corporee. Così feceroquei famosi, che furono tra le genti i primi disegnatoridella morale e regolatori della virtù} i quali per la viadelle favole accompagnate dall’ armonia tramandarono aiposteri le verità più sublimi} null’altro essendo la favola,che la verità vestita in abito popolare. Fu per ciò che ilpoeta non con altro nome appellavasi che con quello disapiente, perchè nel solo poeta concorreano tutte, comein un centro, la Fisica, la Teologia e la Musica. E paci-fico rimase a lui il possesso di queste onorevoli appella-zioni, finché Democrito abolì il primo questa poetica pri-vativa, separando apertamente la Fisica dalla Teologia, espiegando i fenomeni della natura sensibile col solo motodella materia, senza punto mescolarvi 1’ azione della di-vinità.
Durò molti secoli questa divisione d’imperio, finchéDante comparve, ingegno straordinario e audacissimo, ilquale rivendicò alla poesia i tolti diritti, e lo scettro lerestituì ben anche del regno teologico : nè l’avesse maifatto. Perocché egli è vero bensì, che da questi fonti mollee gravissime sentenze egli trasse di profonda filosofia , emolte immagini derivonne che diletto eccitarono e mera-viglia } ma non potè egli con tutto ciò conseguire chequelle sue astruse e troppo frequenti teologiche argomen-