DIÀLOGHI
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dell’interpretazione a quel vocabolo data, non già da voi,ma dai Deputati al Decamerone. Pure si abbiano per tuttevostre. La Crusca ve ne riferisce grazie infinite, e a nonlasciarsi vincere di gentilezza ve ne ricambia colla stessamisura. Voi avete cortesemente rappezzato il suo Burattocon due toppe ; e con due altre ella ne rappezza il vostro,se il consentite. Uno sguardo al vostro Far del seco e al-l’ Alice. Voi interpretate quel primo per Parlar da sè solo.Date agli occhi un po’ di collirio, e rileggete attentamentetutto quel passo di Francesco d’Ambra nella Cofanaria.Ma chi è quel che viensenc In qua con far del seco? Que ’mi pajono Proprio i mici panni. Io vo’ aspettarlo, e inten-dere Dove gli porta. Questo è 1’ esempio da voi citato. SeDio vi ajuti a camminare ver la via de’carri, non vedetevoi che questo non è un far del, ma un fardello, e ch’essoè de’ panni di colui che parla ? Non vi dice il buon sensoche quella disgiunzione far del invece di fardel è un lieveerrore di stampa, cui ogni meschino leggitore, senza essereCompilatore di Crusche, per sè medesimo sa correggere ?Ma che dico errore di stampa ? L’ edizione da voi stessocitata del 1 5c>3 per Filippo Giunti in Firenze porta fardeltutto unito, e l’articolo col, in vece della congiunzione con.Come adunque spiegare questo solennissimo scerpellonesenza convenire che questa volta Omero dormiva profon-damente ?
Passiamo all ''Alice. Il Menzini nell’ esempio da voi ad-dotto parla di Madrigali fatti da un poeta salumajo, ch’egliappella venditore d 'alice: e non v’è facchino nè femmi-nella che ignori esser l’ alice un ghiotto e saporoso generedi sardelle, che a noi viene di Spagna , anzi proprio d’Àli-cante, da cui ebbe forse il suo nome. E che avete voifatto di questo pesce ? Un legume, la spelta. Nè bisognavapoi tanto acume di mente per avvedersi che 1 "‘Alice eratutt’ altro che la Spelta. Bastava un’ occhiata alla Crusca,che porta il diminutivo Alicctta nel significato metaforicodi Spadino; che tale di fatto si è la figura di questo pie-