DIALOGHI
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quel bello stile che lor fece cotanto onore, e cedutolo a cuipiacesse : che finalmente nelle scuole Toscane i ragazzi te-mono non esser colti da’lor maestri col Dante in mano? Eche n’ avrebbe egli detto di più doloroso e più crudo se iToscani fossero armento ? Avrebbono eglino meritato peravventura questa umiliante opinione allorché solennementeconcessero la Corona alla Dissertazione sopra lo stato pre-sente della Lingua Italiana ? Le ingiurie dell'uomo illaudatoson dardi privi di punta ^ ma quando escono dalla boccadell’uomo coperto di riputazione, trafiggonoj e, ciò ch’è ancorpeggio,incuorano gli altri alle villanie. Nel Giornale dell’Adigeècomparsa ultimamente colla finta data di Trento unaLetterasopra il Dialogo tra il Capro , il Frullone e GiambattistaGelli , pubblicato nel Poligrafo , Lettera che pel castigatosuo stile tradisce d’ un colpo il nome dell’ autore, e chemagnificando i morti Accademici della Crusca, oltraggiaapertamente i viventi, dicendo : che in somma la guerra èda farsi quando pure si voglia, e s’era già cominciato, agliAccademici della Crusca d ’ oggidì, non agli antichi. Sonoben lungi, quale mi trovo, dal far eco ai pungenti rimpro-veri di quel Capro contro il Frullone} che nel precettodi amare i nostri nemici non si comprende quello di farneil panegirico. Osservo soltanto che quella povera bestiaingiustamente buttata nella quisquilia , lasciando in pacei vivi affatto innocenti di quell’offesa, se la piglia pruden-temente solo co’morti. Ma incensare i morti e predicar laCrociata coutra i vivi, non parmi nè onesta lode, nè cri-stiana predicazione. E che sarebbe se l’Autore di quellaLettera fosse uomo di Chiesa? Non gli starebbe egli meglio,anzi che la guerra, predicare finalmente la pace, e, salvol’onore de’morti, rispettare anche quello de’vivi ? I moderniAccademici han forse mestieri di accattar la limosina dalVocabolario Veronese per provvedere ai bisogni del Fio-rentino? E allorché pure verranno alla riforma di questagrand’ Opera, imiteranno essi 1’ esempio del CompilatorVeronese, il quale, per esaltare modestamente le sue il-