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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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5a4 DIALOGHI

che si lasciava fuggir dal piatto le anguille fritte, giudichise sia cosa possibile che quel legato venisse liberalmentefornito e di gente e d arnesi. E da cui ? Da un popolofuribondo che ad ogni patto volea spogliarlo e scannarlo.

C. T. E con tutto questo fu in gran pericolo il legato diperdere la vita / chè lo sfrenato popolo di Bologna gli ven-nero dietro sgridando con villane parole , e con armatamano per offendere, e rubare lui e sua gente infino al pontea S. Raffaello.

D. Q. La maraviglia ti rende stupido: e io vocrescerlaancora. Apri il Vocabolario della Crusca alla voce Alba,§ i. Ecco lintero passo dal Lombardi arrecato per istor-piarlo} eccolo nella sincera lezione sua gente / ed eccosovresso una lunga nota dello stesso Lombardi, nella qualeargomentasi di provare ....

C. T. Che deesi leggere fu a gente?

D. Q. Oibò ! su questo pur una sillaba^ ma che illunedi dAlba vuol dire lunedì all alba, non già in Albiscome dice la Crusca. Il suo silenzio sul resto mostra ilsuo pieno aderire alla retta lezione chegli ha poscia di-menticata e stravolta.

C. T. Cilestriali e piatosi dominedii, ignoscete voall in-credibole dibonairità del vosso bonaire ecchiesiastico, e per-donate a me pure se parlo mezzo turco , mezzo latino emezzo francese , perchè egli stesso mha insegnato questolinguaggio. Come? Sua Paternità ha tenuto a tuttagiosotto la punta del naso quel passo , vi ha consumato unlago dinchiostro, lha palpato e vólto sossopra, e tutto inun subito gli si ammorza sotto la chierica il bel lumedella memoria, e dimentico daverlo avuto alle mani, di-mentico davervi fatto una nota, me lo disconcia collabella Giunta Essere coll?A ? Per edeo chesta este luzianamirabilia, vel piò vaccelo rem fol da min si tasciere, macda scribersi mone cetto al pajese e da plubicarsi doncastrocrero nello gran livro delle stultie.

D. Q. E che dirai in udendo che il Cesari con esso ilLombardi c cascato a piè pari nello stesso pozzo?