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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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DIALOGHI

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C. T. Più belli del Lamo?

D. Q. Nè mi lascei’ò dileguar per le dita 1’ opportunaoccasione di trarli in pieno meriggio.

C. T. Due altri soli, ten prego, soli due altri, e poianderemo ad accendere le candele al nostro povero morto.

D. Q. E bene: giù la berretta, e fa le tue riverenze aidue nobilissimi forestieri Remoleo e Remuleo.

C. T. Uh ! m’inchino profondamente : umilissimo ser-vitore. E chi son eglino ? Nepotilli forse di Romolo e Remo ?

D. Q. Nulla hai tocco del vero. E’sono due parti dicervello fuori de’gangheri: a dir tutto, due puri errori distampa che l’innocentissima fantasia del Lombardi si hapresi per vocaboli sincerissimi.

C. T. O sanctas gcntes quibus liceo nascuntur in ore

Verba! Deh spiegami questa cosa.

D. Q. In poche parole. Dal latino Rcmulcos gl’italianihan fatto Rimorchio , termine di marina. Il Bembo nellasua Storia latinizzandolo, si è piaciuto a dire ora Remoleo,ora Remuleo, come altri Sepolto e Sepulto, Lotta e Tutta,Ridotto e Ridutlo, e cento di questo andare, ne’quali levocali o ed u per la loro affinità frequentemente mutanveci ed officio. Lo stampatore , sia per inavvertenza, siaper ignoranza, col facile cangiamento di una c in un e, diRemoleo e Remuleo , in alcuni luoghi ha fatto Remoleo eRemuleo. E il Lombardi immantinente adocchiarli, e chiottochiotto ghermirseli, e gongolando riporli come termini dibuon conio nel suo gran zibaldone.

C. T. E il Cesari?

D. Q. E il suo erede Cesari, senza andar per le lunghe,gli ha messi così fatti a risplendere nella sua Crusca comedue carissime margherite.

C. T. Ma bada che non sia errore di stampa. Sai chen’è zeppa.

D. Q. A questa volta no per Dio 5 che il Lombardi alettere maiuscole con differenti chiamate e paragrafi distin-gue Remoleo e Remuleo da Romuleo.