Buch 
5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
Seite
543
JPEG-Download
 

DIALOGHI

543

e se t’ abbatti al censore, salutalo allegramente, e digli :Obbligatissimo servitore. La trovi sparsa di fiele, petulante,villana? Ravvolgiti nello stoico tuo mantello, e disprezzala.

Mat. Disprezzarla? Non sai tu che invita le ingiurie chile dissimula ?

Tad. E non sai tu che il commetterle è peggior negozioche il sopportarle ? Ricordati il paragone che dell’ asinofece Socrate quando in pubblico fu percosso d’ un calcioda un mascalzone; ricordati la risposta al famoso silenziodi Fontenelle ; ricordati della vipera che morde la lima;e lasciali abbajar disperati. 11 biasimo de’cattivi è sempreforte argomento della bontà delle cose eh’ ei prendono amaltrattare , siccome il manomettere 1’ altrui fama è gransegno d’averne poca da perdere ; perciocché chiunque haun nome da custodire rispetta l’altrui, ond’essere rispettato.Tieni ancora per vero che l’insolenza spesse volte è lamaschera dell’ignoranza, e che più l’uomo ò ignorante, piùè rotto nel giudicare. Avviene talvolta che alla temeritàde’giudizj si mescola qualche tintura di buona critica, e cheal mal volere (per servirmi d’una frase di Dante ) si uniscel’argomento della mente, cioè l’ingegno. Allora mi strigneil cuore la sentenza di quel savio che disse : Quando inun cattivo cervello s’accozzano talenti degni di stima, nonsi sa lodarli senza compiangei-li. Questi doni medesimidiventano, a chi li possiede, istrumento della sua ruina ; el’ultimo de’ mali è il convertire il vizio in costume, siccomeil primo de’ beni è la probità a tutte prove.

Mat. Facesti un lago di teologia }

E mi parea d’ udir frate Cipolla.

Ma ringrazio Domeneddio, che quest’acqua non bagnapelo nè a me nè a veruno della nobile mia professione ;chè quanti su la faccia d’Italia abbiam le mani ai Gior-nali, tutti siam fiore di galantuomini.

Tad. E lo credo, e lo veggo, e l’animo me ne gode, nèio volli parlare che dei soli casi possibili. Sarebbe troppo