Buch 
5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
Seite
548
JPEG-Download
 

DIALOGHI

5/,8

meritavano. Questa, e parlo per vero , questa non è giu*stizia. E sgombro <1’ ogni passione ti dico che in quelleCronache sono bellezze da non tacersi.

Mat. Nè tacerle io volea, nè frodar punto 1’ autore de’giusti encomj clie Irne illue merita il suo lavoro. Ma chevuoi? Egli è persona cosi nemica delle sue lodi, parla sìpoco di sè medesimo, che non mi diede il core d’offenderela sua modestia. Quello che ti so dire, si è che Aristarco ,mettendolo in questa danza, gli ha reso brutto servigio.

Taci. Il medesimo forse che tu rendesti a tal altro col-l’andare alquanto al di là. Le troppe lodi (lascia che tela canti) dimostrano l’affezione e la stima, non il giudizio.Bel difetto, egli è vero, ma di pessima conseguenza; chèspesso fece più danno un troppo liberal lodatore, che uninvido detrattore. Quindi mi rendo certo che nè tu, nèAristarco non avrete abbondanza di ringraziamenti daidisgraziati che avete messo in ballo contea lor voglia. Eper l’autor delle Cronache io n’ho dolore; ch’egli è poetadi pronta vena e ingegnosa.

Mat. Bene sta. Non mi mancava che il soprassello deirimproveri di compar Taddeo. Ma di grazia. Ora che hailetto in questi processi il compassionevole richiamo delpovero Alfieri contra l’Anelli, e le belle aringhe dell’Ariosto ,del Petrarca, del Tasso, e perfino di Dante a favore del-l’Anelli contra l’Alfieri, e la relazione del presidente Ari-starco sopra un affare di sì gran mole, e le stupende par-late di Omero, di Aristotele, di Demostene, di Cicerone ,del Machiavelli , e di tutti quegli altri archimandriti dellasapienza antica e moderna, non ti par egli che l’acqua diLete produca sul cervello de’morti terribili cangiamenti?

Tad. Tu parli a sproposito. I morti son tutti senzacervello.

Mat. Gli è vero: 1’han lasciato, morendo, a ingrassarele zucche.

Pas. (spaventato.) Ah! sig. padrone, sig. padrone, racco-mandatevi a Dio !... .