DlALOGIl
54‘)
Mat. Ch’è stalo, eli 1 è stato ?
Pas. La Morte .... è giù alla porta.... e chiede (li voi.
Mat. Di me? Oh la sbaglia davvero! cliò in hac lacry-marum valle io ci sto volentieri, nè per anche sono stufodi vivere, come certo mio amico, che sempre ha in animod’ammazzarsi, e tutte le mattine si purga co 1 lavativi. Madianzi non aspettavi tu la Fortuna ? Bada che non siadessa.
Pas. No, no \ conosco benissimo la Fortuna. L’ho vedutadipinta, in atto che, fresca, bella, ridente, calpestava unuomo dabbene, e facea carezze a un poltrone. Al contrariola figura, che laggiù vi dimanda, è pallida, secca, affamata,con due grandi occhiali sul naso ...
Mat. Che diavolo dici ? Con gli occhiali sul naso, laMorte eh 1 è senza naso ?
Pas. Ma questa ha il naso , e gli occhiali, cappello agronda , accappatoio abbottonato fino allo stinco , c sottoil braccio un fascio di carte : probabilmente il processo ditutti i vostri peccati, sig. padrone.
Mat. Il primo de 1 quali è il far le spese a un insolenteimbecille, sig. Pasquale. Or via, gaglioffo. Assicura collespranghe la porta , e dì a quel ceffo , che ritorni verso ildue mille.
Pas. Ma egli ad ogni modo vuole parlarvi. Dice che civa del vostro interesse, che vi è buon amico, e che il suonome è ser Magrino Sparuti da Camposecco, Membro dimolte Accademie, e Socio....
Mat. Del canchero che t’afferri, sciaurato. E ci voleatanto ad uscirne di primo tratto senza ammazzare con sìnojoso proemio la mia pazienza? Ma dì che sono altr’ uomose avanti sera non te ne pago. Sgombra di qua , che tuposs’ essere la merenda de’ lupi , e rispondi a quel sere,eh’ egli ha errata la porta, e che qui non è pane per lisuoi denti.
Tail. Orsù, Matteo. Piglia le cose da uomo clic intendeil modo del vivere. Ser Magrino protestasi amico tuo.