DIALOGHI
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Tcul. No davvero. Non ho pelo che ci pensi. Ma poichéla cocca è sul nervo, vi dirò nettamente che questo Capi-tolo cade sotto la medesima considerazione.
Mag. Eppure v’ha chi lo dice una poesia lucida e tersacome un cristal di monte.
Tad. E gelata come un pezzo di ghiaccio caduto dallagrondaja: cominciando dal primo verso
Tra i fausti giorni c più alla storia noti.
Mag. Che duiique? Doveva egli dar principio al suocanto con una eruzione vulcanica, con uno sparo d’ arti-glieria ?
Tad. Non coniamo agli estremi : e se un amico vichiede il prestito di dieci lire, non pigliate ( per non ledare ) il pretesto che la dimanda sia stata di dieci mila.Ho l’onor di ripetervi che in un componimento di generemaraviglioso come quello delle Visioni (che tale è il Trionfodella Clemenza ), quel primo verso è bislacco, e più bislaccoquell’altro primo della seconda terzina :
Francesco oggi a noi viene ;
e che questi non sono nò pensieri nè modi nè entratureche si convengano all’alta poesia, a cui mette mano l’au-tore, ma un favellare tutto prosaico, un ingresso tutto digelo. E che debbo io sperare dall’estro d’un uomo che micomincia il suo portentoso racconto con questa idea: Oggiarriva in Milano l’Imperatore ?
Mag. Pensatela come vi pare : io preferisco gli esordjsemplici e piani.
Tad. Come quello eh della molto bella leggenda disanta Margherita !
Al Nome del CriatoreCh’ è verace Dio e Signore,
Sì voglio cominciare a dire.
Mag. Vi ritorco il rimprovero che dianzi m’avete fatto:non corriamo agli estremi: e non vogliate, col figurarvi un