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DIALOGHI
per tutte le membra di questo egregio lavoro. Potrei ci-tare alcun altro componimento meritevole di essere sepa-rato dalla turba. Ma il buono che vi si chiude essendomescolato di essenziali difetti, ve 1’ abbandono.
Mag. Metto pegno che voi intendete di parlare delTrionfo della Clemenza. Ed eccolo qui per F appunto.
che si poteva da un >ì valente poeta, e di cui aveagli dato un bell’e-sempio Virgilio . Nell’ottavo dell’Eneide, terminati i sacrificj ad Ercole,un Coro di vecchi ne canta le prodezze, e un altro di giovani le rap-presenta in azione. Dapprima i fatti dell’eroe sono in bocca al poeta.Indi per la figura detta melabole dai rettorici, ossia conversione, Virgilioli pone improvvisamente in bocca a quel Coro; e ne sorge una bellezzapoetica sommamente ammirata:
Ut bello egregins idem disjccerit urbes ,
Trojantt/uc , Oechaliamquc, ut duros mille laboresRege sub Jùtrystheo ,Jatis Junonis iniqua •,
Pertulerit. Tu nubigenas , inriclc , himembres ,
Hylaumquc , Pholutnquc marni, tu Crcssia mactasProdigia, et vastum Nernea sub rupe Iconcm.
Te Stygii trcmucre Incus, etc.
Ammiratore, qual sono, d’Annibal Caro , spintemi di dover dire che,secondo ine, egli ha indebolita., anzi spenta nella sua traduzione la bel-lezza di questa figura colla parentesi dicean cantando. Ma rivenendo alsignor Deciani, a me pare ch’egli avrebbe potuto conservarla perfetta-mente , c, gittato via quel freddo indi soggiugne, con improvviso affettoprorompere :
Alti quale, o padre, nella fiera notteNe porgeva 1* incendio orrida scena 1Scorre» la damma, ctc.
Dello stesso artificio insegnatogli da Virgilio si valse il Milton nel quartodel Paradiso :