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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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DIALOGHI

per tutte le membra di questo egregio lavoro. Potrei ci-tare alcun altro componimento meritevole di essere sepa-rato dalla turba. Ma il buono che vi si chiude essendomescolato di essenziali difetti, ve 1 abbandono.

Mag. Metto pegno che voi intendete di parlare delTrionfo della Clemenza. Ed eccolo qui per F appunto.

che si poteva da un >ì valente poeta, e di cui aveagli dato un belle-sempio Virgilio . Nellottavo dellEneide, terminati i sacrificj ad Ercole,un Coro di vecchi ne canta le prodezze, e un altro di giovani le rap-presenta in azione. Dapprima i fatti delleroe sono in bocca al poeta.Indi per la figura detta melabole dai rettorici, ossia conversione, Virgilioli pone improvvisamente in bocca a quel Coro; e ne sorge una bellezzapoetica sommamente ammirata:

Ut bello egregins idem disjccerit urbes ,

Trojantt/uc , Oechaliamquc, ut duros mille laboresRege sub Jùtrystheo ,Jatis Junonis iniqua,

Pertulerit. Tu nubigenas , inriclc , himembres ,

Hylaumquc , Pholutnquc marni, tu Crcssia mactasProdigia, et vastum Nernea sub rupe Iconcm.

Te Stygii trcmucre Incus, etc.

Ammiratore, qual sono, dAnnibal Caro , spintemi di dover dire che,secondo ine, egli ha indebolita., anzi spenta nella sua traduzione la bel-lezza di questa figura colla parentesi dicean cantando. Ma rivenendo alsignor Deciani, a me pare chegli avrebbe potuto conservarla perfetta-mente , c, gittato via quel freddo indi soggiugne, con improvviso affettoprorompere :

Alti quale, o padre, nella fiera notteNe porgeva 1* incendio orrida scena 1Scorre» la damma, ctc.

Dello stesso artificio insegnatogli da Virgilio si valse il Milton nel quartodel Paradiso :

.Alla magione ombrosa

Ambo giunti cosi fermansi, ed amboRivolgonsi al sereno, e umili adoranoQuel Dio che fe lAria, la Terra, il Cielo,11 risplendente globo della Luna Da lor veduto, e lo stellato polo.

Tu festi ancor la Notte, onnipotenteFacitore, c tu il Giorno, ctc.

( Trad. del Rolli)