5ya DIALOGHI
l’ira, alle lagrime, strascinato dalla potente illusione chelo soggioga.
A conseguire così mirabili effetti avvertenza precipuadel poeta debb’ essere lo scegliere alla sua fantastica rap-presentazione tal luogo, che nulla cosa possa turbar la suaestasi, nè distruggerla col renderla inverisimile. Al chenon è mestieri molta finezza d’ingegno} perciocché dovetrattasi di raccoglier la mente ad alte contemplazioni, lanatura stessa ci spinge a cercare i più riposti silenzj dellasolitudine , sola e somma nutrice di quei sublimi pensieriche mettono, per modo di dire, la terra in commercio colcielo.
Quanto abbia peccato da questa parte il signor Anelli lasciandosi rapire in estasi nel pieno trambusto di cin-quanta mila persone, e imitando quel pittore d’Orazio ,che per far cosa maravigliosa e sopra natura cLelphinumsyluis appingit Jluctibus aprimi , sono cose bastantementediscorse. E questa sola considerazione sarebbe d’ assai acrollare dai fondamenti tutto 1’ edifizio. Ma egli è corsotant’oltre dentro all’errore, che da quando la Provvidenza,per castigare l’orgoglio de’poeti, permise l’invenzionedella stampa, non credo siasi mai veduta cosa più disensata.
L’Anelli trovasi a tu per tu col Senno. Egli è dunquenell’estasi compiutamente} poiché senza estasi è cosa im-possibile il ritrovarsi a faccia a faccia con una divinità,e vedersela seduta al fianco , e godere del suo colloquio.Or chi direbbe che immerso in questa mentale visione eiséguiti tuttavia ad esercitare perfettamente la vision cor-porale? Chi mai potrebbesi immaginare ch’egli abbia tro-vato il segreto di essere mezzo estatico e mezzo no, fornito,dirò così, di due anime , 1’ una delle quali è a conversa-zione con gli Dei, e l’altra con gli uomini ? Così che egliode con un orecchio i discorsi del Senno , e coll’ altro lecampane e i cannoni} con un occhio vede il Nume che glifavella, c coll’altro le milizie che si schierano, e l’ondeg-giante popolo che a dritta e a manca fa ala all’ arrivo di