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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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DIALOGHI

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parlai al principio, è cl’ uopo andar oltre } c scopriremoche anche i cervelli tenuti i più sani ne sono tocchi.Avete voi letta nell’Appendice dello Spettatore certa let-tera di Mezio a Filomuso ?

Tad. L’ho letta, e parmi scritta con critica riposata edurbana.

Mag. Avete notato com’egli pure lamentasi della nuovainfezione uscita dal Carme intitolato I Sepolcri? Mi rodoeh’ ei m’ abbia tolte le mosse su questo punto, parlandodei tre Epicedj consecrati alle ceneri del cav. Bossi.

Tad. Vi pesa forse quel libero suo giudizio ?

Mag. L’avrei voluto più libero. Ma il signor Mezio pure,come il sig. Taddeo , è tutto riverenza ed ammirazioneverso il Bellotti : e quando cominciasi dall’ ammirare e dalriverire, addio, libertà di censura. E non è forse ancoraesso incantato della modestia di questo giovane?

Tad. e Mat. Ah ah ah! e non vi pare, anima mia, mi-racolo da farsi il segno di croce, un poeta tutto modesto ?

Mag. La modestia non fa poesia , e il ragionare è piùbello che il ridere. M’accorgo bene ch’io qui sono in testavostra il figliuolo di madonna Marcolfa. Ma tal gatto fa leviste di dormire che è desto, e tiene pronti gli artigli.

Mat. (piano a Taddeo.) Non tei diss’io ? Lo vedi se ilcervello torna a dar volta ?

Mag. Il diritto di giudicare non si cede a persona : eripeto che il signor Mezio ha tocchi con mano troppo leg-giera i difetti di quegli Epicedj.

Tad. Or mira diversità di giudizj ! E a me pareva sucerti punti il contrario. Sono con lui quando lagnasi discontrar dappertutto urne confortate di pianto c madriesterrefatte, e anime del purgatorio chiedenti la vena! precee cagne derelitte che vanno ramingando fralcossa de’morti, e tc.,cose per avventura non brutte in chi primo le disse,ma bruttissime e sommamente nojose in chi le ripete.Discordo però da lui là dove, parlando dell’ Epistola delBellotti, riprende quel petto Cui di vita scaldò tanta favilla,