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DIALOGHI
E mentre in essa e in lor dolce s’infuseL’alterno fiammeggiar del lume vago,
Ella nel centro de’ suoi rai si chiuse,
E del colle e di lei sparve l’immago.
Ho adombrato d’ acquerelli un grande e bel quadro. Manel solo e semplice schizzo quanta vivezza d’immagini e dicolori, quanta nobiltà di movimenti, quanto affetto, quantaevidenza !
Tad. Vogliamo noi seguire un mio bizzarro consiglio ?Mandiamo al signor Anelli il Trionfo della Pietà, e umil-mente preghiamolo di confrontarlo egli stesso col Trionfodella Clemenza, e decidere. Egli è sì sgombro dai fumideH’amor proprio, che l’integrità del giudizio non correverun pericolo.
Mat. Ottimamente pensato : e prometto che tutti staremoalla sua sentenza (*). Che ne dite, messere?
Mag. Dico che di quest’acqua sat prata biberunt, e chea conoscere meglio i sintomi del contagio poetico, di che
(*) Solo che non faccia imbarazzo quest’altra sentenza già pronun-ciata e stampata :
Or basta ebe il Varan fra i pochi io contiPer quelle Visioni, ove alti e fortiSpiega i concetti, e schiude al dir tai fonti,
Che Dante odi e il Petrarca in lui risorti.
Ma dai più dotti or sento dir che il Monti,
Di tanti emuli in barba e dritti e storti,
Lo fa trecento raen parer di milleColl’aureo carme ond’è immortai Basville.
Cronaca V, st. 35.
Una nota assai liberale espone i motivi della sentenzaj ma non pos-siamo vivere ben sicuri che il Gran Giudice di Pindo non la rimuti ,avendo egli ottenuto 1’ amplissimo privilegio di cangiare i proprj suoidecreti secondo che cangiano le nobili sue passioni. Intanto il Monti,che in virtù di quella lode sì generosa potrebbe fin d’ora andare alpossesso dell’immortalità, rinunzia solennemente al benefizio della sen-tenza, perchè dice che fra le lodi ve n’ha di quelle che ammazzano lariputazione. Spera egli però che i quattro versi che lo riguardano, fal-sati nella stampa, e nell’originale cantanti diversamente, verranno benpresto, colla nota che li correda, all’antica loro lezione restituiti.