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viva è un fiume reale che, traversando molti paesi, acquistamai sempre nuova ricchezza di confluenti. I paesi che tras-corre la lingua, sono le scienze, le arti e le lettere } allequali lo spirito umano nell’incessante suo corso arrecaogni giorno nuovi pensieri, e i nuovi pensieri portanotutti seco il sacro diritto di creare nuove parole. Toccaalla Critica il giudicare se sieno ben create e conformi al-l’indole della lingua che dee riceverle e care all’orecchio,inesorabile giudice della lor bellezza esteriore. Ora chepuò ella trovar di strano la Critica nelle voci Illacrimatoe Infaticato ? Gli aggiunti positivi per la virtù della pre-posizione In prendono frequentissimamente il senso nega-tivo. Da Liberale , Leso, Legittimo , Limitato , Littcrato , etc.si è fatto Illiberale, Illeso, Illegittimo , Illimitato , Ilhtte-rato. Chi vieta dunque al Bellotti di fare Illacrimato daLacrimato? Dite altrettanto d’ Infaticato , a cui Infatica-bile ha già fatta la strada. Ma in cortesia: perchè tantorigore di critica su le parole, e neppure uno sguardo alleidee? Non sarà dunque altro la poesia, che un elegante earmonioso tessuto di frasi e di voci tutte incolpabili?
Mag. E che sono in poesia le idee se non sono di bellalingua vestite?
Tad. E che sono i bei vestimenti se non è chi farseneadorno? Ond’è che tanti poeti, ricchissimi di scelte e ca-ste parole tutte tinte nel liquido oro dell’Arno , ma di pen-siero e di anima poverissimi, caddero e cadono misera-mente inghiottiti nel grande abisso della dimenticanza?Non è volta ch’io guardi a quelle magre loro ideucce inabito Petrarchesco, o Dantesco, o Ariostesco, o Pariniano,o Alfieresco , che subito non mi corra alla mente la vec-chia Gabrina insaccata nelle belle vesti dell’amica di Pi-nabello :
Che quanto era più ornata era più brutta.
Perciò vorrei che chi si mette a far versi, nel dar di pi-glio alla penna, recitasse seco medesimo devotamente quella