Buch 
5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
Seite
585
JPEG-Download
 

dialoghi 585

ragione; oliò Inavveduto non vale Inavvertito nò Inosser-vato , ma Disavveduto , Malaccorto, Inconsiderato , Impru-dente. Quanto è al Mai negativo, concedo che sia vizioso.Ma date un’ occhiata al Torto e Diritto del Non si può ,cap. 8 , e troverete macchiato di questo vizio il Passa-vanti, Matteo Villani, e spessissimo anche il Boccaccio .Non vi piace il gallicismo Genio? Trovatemi nell’italiano un vocabolo che equivalga ad Ingegno creatore, e alla barbadel Magalotti ( giudicato classico dalla Crusca , nè so ilperchè) gli daremo bando perpetuo. Non vi piace il lati-nismo Evocare ? Fatevi dire da Virgilio (En. L. IV, v. 242 )che sia evocare aniinas dall’Inferno; poi trovatemi nellanostra lingua altro verbo, che come questo sia proprio de-gli spiriti e delle ombre de’ morti quando per preghiereo per sacrificj o per altro si richiamano dai sepolcri : ecolla buona pace dell’Alberti, che 1 ’ ha ricettato nel suoVocabolario , sbandiremo anche questo. Non vi piaccionoi participi Illacrimato , Infaticato? Piaceranno adii verràdopo, e n’avrà lode chi primo gli adoperò.

Mat. Scusa, compare: senza pensarvi ti dai la scure sulpiede. Tu stesso, parlando della mania di foggiare nuovivocaboli, hai detto in certa scrittura, che, rotti gli arginistabiliti, la lingua si spanderebbe in un mare di confu-sione. E allora (sono tue parole) sarebbe tutta indarnol’opera de’Vocabolari , i quali dalla sapienza dei dottinon sono stati ad altro ideati, che a contenere dentro aiconfini della perfezione il corso della favella, e a com-primere lo spirito della licenza, che, abbandonata a tuttoil suo impeto, in poco spazio di tempo la condurrebbe aduna totale dissoluzione.

Tad. Il dissi, e il ridico a tutta lode dei compilatoridella Crusca, nè mai abbastanza incalzerò quella massima.Ma essa percuote gli scapestrati, non i castigati scrittori,i quali, piuma di arrischiare un nuovo vocabolo, esatta-mente lo pesano, e noi licenziano se non è rampollo dibuona radice, o di schietta e limpida fonte. Una linguaMosti. Prose. 58