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efla fpelonca , e il cammino del Vefuvio .
L’eccitato podexofo fuoco rifcaldò eziandio i’ ariadi altre antiche caverne del medefimo Vefuvio ( Pr<?«fflejfa 1.) t e fciolfe in vapori le acque copiofe ,che ve-rilìmilmente erano circonfufe all’accefe materie, e moltealtre acque, che fìavano nel feno del Monte ( 1 ) ( Pre-tnejj'a IV. Annoi. 3 . pag. XC. Cap. XXV ., e Annoi. 2. pag.XC1X. ), e mife e quella , e quelli in grandiflima agi-tazione e impeto ; e quindi nacque una orribile tem-
P e-
(1) Il calore, che cagionarono rinfiammate materie,che a fgorgo ulci-ron del Monte nella predetta fera , fu sì forte , che appena fi potea foffrirein lontananza di fei miglia dalla lua bocca. Dunque egli fu molto più forte
nelle vifcere del Vefuvio,e a molto maggiori diftanze fi diftefe ; giacche all’aperto fu così veemente 3 e per confeguenza potè operare gli effetti , che fifolio accennati.
(2) Perocché l’aria co’fuoi forti movimenti fviluppò l’altro fuoco, ch’erain altre fulturee non accefe foitanze ; e lo fteffo fecero i vapori ; imperciocchéè noto, che fe il fuoco, in cui abbruciano ferro, rame, piombo, vetriuolo,e oiiofe materie, quale è il fuoco del Vefuvio, diviene più rabbiofo, e più at-tivo, quando è toccato dall’ acque, o da’ vapori. Egli è noto, che fe il piom-bo , o il rame fenduto fi metta in forme umide , produce!! un grande flre-pito ; o fe poche gocce d’acqua cadano nel rame , mentre fi fonde , nafce unterribile romore, e ’l metallo falra fuori con gran impeto , e fi diflìpa qua e
là, e fortemente percuote tutto ciò, che incontra, con pericolo di quei, chelo fondono ; e in fine fe ponefi dell’acqua nell’ olio , che bolle, anche nafceun forte fcoppio. E qui mi torna a mente un particolar fenomeno,che offer-vai nell’Eruzione del Vefuvio , che feguì l’anno 177 6 . , che io per le miegravi occupazioni,e per altre circoftanze, che qui non giova riferire, non hopotuto finora defcrivere , ma, fe farà piacer di Dio , depriverò in appreffo 3e il fenomeno fu quello , che fegue.
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