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Discorso storico sopra l'acque vomitate da Mongibello, e suoi ultimi fuochi avvenuti nel mese di marzo del corrente anno MDCCLV / dal sac. Giuseppe Recupero
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Solamente il P. Matteo Selvaggio dei Padri Of-ſetvanti di S. Franceſco noſtro Concittadino, deſeri-vendo il fuoco pullulato nell' anno MDXXXVI, dicui ci aſſicura(0) eſſerne ſtato ſpettatore: Is hoc Ego teſtis um, non ex auditu; ſed præ ſens ubi egredie-batur ignis eculis propriis, quæ ſeribo 5 proſpexi. Narra,che Iiquefattaſi la maggior parte dell' alte nevi delMonte per il riacceſo calore dei fuochi, croſciavacon tanta furia Ja groſſa piena dell' acque, che in-generò un timore grandiſſimo nei vicini Popoli:

De Colloq. triere. cap · XU.III. pag. 15 5.

Mane autem facto, piaeciavi ſentire le medeſime pa-role di queſto Serittore, deſcendebat Ignis ab 1p Hon

tis vertice tanquam rapidus Torrens,, ut Viigfliusdicit, vidimus uudlantem ruptis fornacibus Au um, un-duntemgue glelos;. ligqusfiltaqus volver ei; Etundi que in circuſtu Montis ex ignis calore anti qu ataa in quantitate maxima in aqu,jj/Ct con vera

velul Mare ex impeti labentis aα¹ guiμE,jQ obxium

occurrebat, diſſpabat, c inferius adſortabat; ita atingens Pinus non reſiſtebat, e. uereus magnd aut incli.vabatur; aut diſſipata traheobatun. Verumtamen, cutalis aqua cum ingenti ſtrepitu deſcendebat, nis po-8 Herius ſequebatur,& ſio pro Illo tunc non minus ti-merem ingerebat aqua quàùm ignis:&. ut placuit A.Parte d' altri Paeſi del noſtro Regno fü nel“ ange MOC xdlv. inqual' anno dice, che ne accadde un' altro nell' Indie orientali; eſull'errore d'un anno fonda la ſua bangettura, con cui ſpera pro-vare la corriſponqenza ed ſnterna attinenza, che ſi erede àverfrà loro i fuochi ſotterranei. I. altre errore& del Signar Moroſuiſta ſcorta d'altri eſteri Scrittorf, lache narra i fuochi del noſtrotna(De Croſts: Lib. II. Cap. V.) ed in iſpecie quello zccadotonell anno MDCLXIX. i quale lo ripone nell' anno LXV. con ma-

de altre faiſità; vale à diré, che 850 c gueſto fioco da tre vo-rageini fatte in luoghf diſtantiſſimi, eibe Belpaſſo; Faſara, e Mom-pelero; che le fabriche rovinavano due ore prima, che faſſeroticche dalla materia bollente, che neil' anno LXIII. auea pure vo-mitato fuoco Mongibello, che fége il corfo gi quindici miglia inquattro Slornis le qüsli coſe ſang aſolutamentg- kalle, come pusVederſi nei notti Skorci, ed in Particolare appreſſo il P. PrioreAmice Not, XIX. ad Fazzel. Deo. I Lib. I. Cap. IV.—